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CRAL (Consulta Regionale Aggregazioni Laicali): contributo in occasione dell’incontro regionale dei rappresentanti del Sinodo (25 maggio 2024)

Un fatto sinodale

Sabato 11 maggio 2024 presso il collegio dei Padri Oblati a Rho si è svolta la prima Assemblea della CRAL nella nostra Regione (dopo l’appuntamento del febbraio 2020 nel quale è avvenuta l’elezione del Comitato e dopo la nomina della Segretaria regionale da parte dei Vescovi lombardi), con l’obiettivo di favorire una condivisione dei primi 27 soggetti che ne fanno parte. Dentro i passi del Sinodo della Chiesa italiana, si è scelto di soffermarsi sul cuore della formazione cristiana rappresentato dalla sintesi tra la fede e la vita (una delle traiettorie proposte dal cammino sinodale) per annunciare che Gesù è il Signore, unico motivo che da senso al camminare insieme di tante realtà così variegate e sparse nei diversi ambiti della vita laicale.

 

Un saluto con i simboli

Dopo un ritrovo conviviale, il clima fraterno è continuato con la preghiera di invocazione allo Spirito, la meditazione biblica e la presentazione di un simbolo concreto e di alcune parole-chiave che ogni rappresentante delle aggregazioni regionali o delle CDAL ha offerto a tutti per presentarsi e per mettere in luce le differenze che lo Spirito genera e l’unità che lo stesso Spirito induce. Si è vista la fantasia, si sono intrecciati i loghi, gli oggetti evocativi, i manufatti, i colori, i linguaggi differenti e contemporaneamente si è acceso il desiderio di incontro e di maggiore conoscenza reciproca.

 

La meditazione del Vescovo

S.E Mons Luca Raimondi, vescovo incaricato per il laicato in Lombardia, ha proposto spunti di riflessione a partire da 1 Corinzi 12, 1-12, sottolineando l’esserci della CRAL come espressione di un camminare insieme che si differenzia dal procedere come un plotone compatto, dove conta solo l’imporsi. Non si è uguali ma simili, perché la diversità è ricchezza. Quando oggi pare che l’affermazione dei diritti di qualcuno passi dalla negazione di quelli dell’altro, ci è dato di contemplare la potenza di un Dio unico e trino che ci insegna l’unità nella differenza. Il cristiano ha dunque la diversità nel suo DNS, perché crede nella Trinità. Di fronte all’alternanza e alla policromia dell’arcobaleno possiamo dire “bello” perché apprezziamo la differenza dei colori sapendo che un unico fascio di luce lo genera. Anche quando si prega da soli il Padre Nostro, si dice sempre “nostro” e non “mio”. Parafrasando Mons Luigi Giussani di cui è in corso il processo di beatificazione, “l’istituzione è il sentiero e il carisma è la bellezza con cui lo si percorre”. L’imminente festa dell’Ascensione presenta un quadro nel quale il fondatore se ne va, il canale comunicativo scelto è quello meno valorizzato dell’epoca (le donne) e il numero degli apostoli è ancora undici, segno di una comunità “sgangherata” in partenza. Anche la comunità di Corinto era problematica e oggi abbiamo bisogno della grammatica per dire e interpretare il nostro cambiamento d’epoca. Lo stile di Gesù è che la ricchezza deve arrivare al cuore del singolo, non ai tanti superficialmente (non facendo il pieno di “like”). “Volete andarvene anche voi?” ovvero “Voi perché siete qui?” … se siete infiammati, poi il resto verrà. La forza non sta negli uomini ma nello Spirito e ciascuna realtà della CRAL, ciascun suo membro, sa di non doversi preoccupare di chi se ne va ma di poter dire perché egli resta e continua il cammino. E’ innanzitutto Dio che crede nell’uomo. Senza la Chiesa non avremmo avuto Cristo: noi siamo innamorati della Chiesa.

 

La memoria dei primi passi fatti e la promessa del futuro

Dal settembre 2018, quando il Metropolita di Lombardia (S.E. Mons Mario Delpini) con la CEL (Conferenza Episcopale Lombarda) da lui presieduta hanno scritto una lettera alla delegata di Azione Cattolica con preghiera di adoperarsi per far nascere una Consulta delle aggregazioni laicali anche nella nostra regione, sono stati fatti diversi passi (compresa la resistenza in tempo Covid!) che hanno portato alla elaborazione dello statuto e alla costituzione del Comitato attuale così formato:

Antonio La Grotteria (ACLI)

Anna Boccardi (AGESCI)

Luca Castiglioni (OSF)

Paolo Fasani (CSI)

Giacomo Finotto (Fraternità CL)

Cristina Maldifassi (UCID)

Alice Tacconi (Società San Vincenzo)

Giampiera Castiglioni (AGESC)

Paolo Bustaffa (coordinamento Consulte Diocesane Aggregazioni Laicali)

Silvia Landra (AC, con funzione coordinamento)

S.E. Mons Luca Raimondi (Vescovo incaricato dalla CEL per il laicato)

In particolare l’Articolo 3 dello Statuto CRAL chiama questo organismo a valorizzare la forma associata nella Chiesa per l’evangelizzazione, a promuovere reciproca conoscenza e stima tra le diverse aggregazioni, a favorire la crescita di un laicato maturo e responsabile che sia espressione di una fede adulta.

Come CRAL si è dunque un segno in questo nostro tempo che soffre la disgregazione e che ha fame di connessioni. Nelle quotidianità laicali pensiamo alle fatiche relazionali dei conflitti non risolti, nelle dinamiche lavorative pensiamo ai climi eccessivamente sfidanti e pieni di contrasti, nelle diverse aree laicali pensiamo ai tanti specialismi che prendono il sopravvento a scapito dell’unità. Sperimentare comunione e fraternità nella CRAL significa anche essere un segno per la regione che abitiamo e per il mondo che stiamo vivendo dove imperversa il massimo della frammentazione conflittuale che sono le guerre laceranti dentro e fuori l’Europa.  Contribuiamo al sogno di una pace concreta, non irenica, che ha il prezzo dell’impegno quotidiano, e della tessitura costante e paziente di relazioni buone, di impegno per il bene comune, di passi per l’evangelizzazione negli ambiti della vita.

 

Come si è lavorato

A partire da alcuni ambiti emersi dal discernimento del Comitato nei mesi precedenti (ovvero l’organismo ristretto di CRAL che ha il compito della conduzione) le realtà presenti, attraverso il metodo della conversazione nello Spirito hanno colto alcune riflessioni e profezie che le diverse aggregazioni esprimono in questo tempo con l’obiettivo di:

  • sperimentare ascolto e comunione;
  • guardare alle tappe significative dei percorsi delle Diocesi (in ciascuna di esse c’è o sta nascendo una Consulta Diocesana Aggregazioni Laicali) e della Regione;
  • sentirsi nel solco della Chiesa italiana che sta celebrando il Sinodo e si prepara alla Settimana Sociale dei cattolici di luglio 2024;
  • individuare alcuni passi per il cammino della neonata CRAL

Gli ambiti su cui hanno lavorato i membri della CRAL – attraverso testi biblici, riflessioni magisteriali e altri contributi riflessivi – sono:

  • cultura
  • creato
  • comunità
  • cura
  • futuro

In ogni gruppo di lavoro si è stati accompagnati a convergere su una priorità e su una operatività, che in questo testo offriamo come primo frutto del confronto.

 

CULTURA

Priorità: cambiamento. trasformare e rinnovare la “nostra” cultura per creare le disposizioni perché il Vangelo sia ascoltato da tutti

Operatività: entrare in relazione continuativa – fare esperienza – dialogare/condividere – una nuova inculturazione

 

CREATO

Priorità: luoghi e momenti di comunicazione continuativa intergenerazionale

Operatività: capacità di trasmettere valori ed esperienze di cura del creato in una visione d’insieme (anche sul piano socio-politico)

 

COMUNITA’

Priorità: insieme per testimoniare uniti nelle nuove frontiere (PACE)

Operatività: alleggerire gli impegni interni per aprirsi gli uni agli altri e camminare insieme

 

CURA

Priorità: la Chiesa ha la cura come suo essenziale: il coraggio di dire il Vangelo nella relazione con l’altro

Operatività: che la CRAL possa dare indicazioni per le diverse CDAL – avere occasioni per accorgersi e incontrare la ricchezza dello Spirito

 

FUTURO

Priorità: gioia, speranza, cogliere i bisogni del mondo e i segni del tempo – stima reciproca

Operatività: rivederci con questo vescovo come guida e con questo metodo della conversazione spirituale per indicazioni sul nuovo linguaggio con cui proporre la fede

 

Un passo successivo

Sarà programmata una nuova convocazione per l’autunno 2024 (data ipotetica 26 ottobre) per ritrovarsi in forma ancora più allargata e sviluppare le tematiche solo abbozzate in questa prima occasione, facendo risuonare esperienze e mostrando quali e quanti frutti di missionarietà lo Spirito genera attraverso i passi delle aggregazioni laicali lombarde e dentro l’intero cammino della Chiesa.

 

Milano, 22 maggio 2024

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