{"id":53,"date":"2013-06-12T12:45:10","date_gmt":"2013-06-12T10:45:10","guid":{"rendered":"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/2013\/06\/12\/dove-sta-la-verita-dott-u-folena\/"},"modified":"2023-05-09T12:43:58","modified_gmt":"2023-05-09T10:43:58","slug":"dove-sta-la-verita-dott-u-folena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/2013\/06\/12\/dove-sta-la-verita-dott-u-folena\/","title":{"rendered":"Dove sta la verit\u00e0 &#8211; Dott. U. Folena"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"center\">INFORMAZIONE PERSUASIONE ATTRAZIONE I MASS MEDIA AL BIVIO<\/h3>\n<p align=\"center\"><em>Relatore dr. Umberto Folena<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/05\/giornalisti_-_dibattito_su_giovani_e_suicidio_sala_della_rappresentanza_palazzo_geremia_via_belen_imagefull1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-313\" src=\"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/05\/giornalisti_-_dibattito_su_giovani_e_suicidio_sala_della_rappresentanza_palazzo_geremia_via_belen_imagefull1.jpg\" alt=\"DIBATTITO SU GIOVANI E SUICIDIO\" width=\"300\" height=\"288\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\">Relazione della serata redatta da dr. Alberto d&#8217;Elia, socio UCID Sezione Busto Arsizio e Valle Olona.<\/p>\n<p>Dove sta la verit\u00e0 ?, Un quesito che fonda le sue radici negli albori della nostra civilt\u00e0 a guardar bene sin dai tempi di Caino ed Abele.<\/p>\n<p>Ed ancora, come si pu\u00f2 trovare la verit\u00e0 nei fatti degli altri quando si fa fatica a trovare la verit\u00e0 anche dentro se stessi?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dalla letteratura ci giungono i primi spunti di riflessione:<\/p>\n<p><em>&lt;&lt; \u2026Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch&#8217;io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per s\u00e9, del mondo com&#8217;egli l&#8217;ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai! &gt;&gt;<\/em><\/p>\n<p>Luigi Pirandello \u201c\u00a0 Sei personaggi in cerca di autore\u201d<\/p>\n<p>Da questo passaggio emergono i temi della comunicazione e delle differenti chiavi di lettura\u00a0 legate alla soggettivit\u00e0 (senso e valore) degli interlocutori. Emerge il fatto che la verit\u00e0 dell\u2019uno, o anche la sua falsit\u00e0,\u00a0 pu\u00f2 non essere percepita come tale da un altro individuo.<\/p>\n<p>Si torna quindi al quesito: come possiamo documentare la verit\u00e0?<\/p>\n<p>I MEZZI DI COMUNICAZIONE<\/p>\n<p>Sul tema della verit\u00e0 ed entrando nel merito dei mezzi di diffusione, lo scrittore statunitense Norman Kingsley Mailer, sosteneva che:<\/p>\n<p><em>\u00abPretendere di dire la verit\u00e0 e tutta la verit\u00e0 con un giornale \u00e8 come pretendere di suonare la Nona di Beethoven con un\u2019ocarina: lo strumento non \u00e8 molto adatto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Evidente in questo caso come quella di Mailer sia un\u2019affermazione sui limiti dello strumento giornale, non sulla verit\u00e0. La verit\u00e0 c\u2019\u00e8, senza dubbio; imperfetti sono i nostri strumenti, limitato \u00e8 il tempo a disposizione, pieni di limiti siamo noi giornalisti, non sempre in perfetta forma, come tutti vittime, a volte, di pigrizie, malinconie o euforie, che complottano per farci andare fuori strada<\/p>\n<p>IL POTERE DELLA RADIO<\/p>\n<p>Passando dai giornali ad altri strumenti di comunicazione di massa, non si pu\u00f2 non far riferimento alla radiofonia.<\/p>\n<p>Alle ore 20 del 30 ottobre 1938, come ogni settimana, la Cbs trasmette un radiodramma, ossia l\u2019adattamento radiofonico di un romanzo (come far\u00e0 la tv con i romanzi sceneggiati; oggi diremmo fiction). Il romanzo \u00e8 <em>La guerra dei mondi<\/em> scritto da Herbert G. Wells nel 1898 e racconta l\u2019invasione della terra da parte dei marziani. Orson Welles trasforma la storia in un finto programma musicale interrotto da finti notiziari. Che \u00e8 un radiodramma viene annunciato sin dall\u2019inizio e ricordato dopo ogni interruzione pubblicitaria; eppure 1,2 milioni di americani credono che l\u2019invasione dei marziani sia vera e scappano per le strade in preda al panico. La trasmissione radiofonica caus\u00f2 senza volerlo, la pi\u00f9 colossale ondata di panico collettivo, del tutto immotivata.<\/p>\n<p><em>\u00abGrazie alla radio, il regime ha eliminato ogni sentimento di rivolta\u00bb<\/em>\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Joseph Goebbels<\/p>\n<p>Grazie alla diffusione della radio, il nazismo ha indottrinato un popolo intero;<\/p>\n<p>La radio, in quanto mezzo di comunicazione di massa, non usa la logica per trasmettere un pensiero, usa la forza della ripetizione. Con la forza della ripetizione ogni cosa, anche una panzana, diventa verit\u00e0. La ripetizione ossessiva fa passare qualsiasi messaggio.<\/p>\n<p>Ecco quindi come REITERAZIONE pu\u00f2 diventare VERITA\u2019<\/p>\n<p>IL POTERE DELLA TELEVISIONE<\/p>\n<p>Se la radio \u00e8 potuta arrivare a tanto, cosa pu\u00f2 aver fatto la televisione?<\/p>\n<p>La televisione negli anni ha subito cambiamenti radicali.<\/p>\n<p>Si \u00e8 passati infatti:<\/p>\n<p>dalla <strong>\u201cpaleoTV\u201d<\/strong> , quella del carosello, della signorina buonasera, quella dove i racconti avevano un inizio ed una fine,<\/p>\n<p>alla <strong>\u201cneoTV\u201d <\/strong>o televisione di flusso il cui obbiettivo \u00e8 far si che le cose non finiscano mai in modo da tenere incollato il pi\u00f9 a lungo possibile al video il pi\u00f9 alto numero di telespettatori. Beatifull, \u00e8 un chiaro esempio di flusso senza fine.<\/p>\n<p>Nella \u201cpaleoTV\u201d lo spettatore assiste alla rappresentazione, in un rapporto sostanzialmente passivo, monodirezionale, nella \u201cneoTV\u201d il telespettatore viene negli anni sempre pi\u00f9 coinvolto fino a diventare parte della trasmissione stessa interagendo attivamente.<\/p>\n<p>Un primo esempio sono state le trasmissioni a quiz aperte alle \u201ctelefonate da casa\u201d; il conduttore esce dalla TV grazie al \u201cprimo piano\u201d entrando nelle abitazioni e \u00a0lo spettatore partecipa attivamente al gioco con una telefonata. Ma \u00e8 con i reality show che questo rapporto dialogico tra mezzo televisivo e telespettatore si realizza pi\u00f9 compiutamente;<\/p>\n<p>Attenzione alle parole\u00a0\u00a0 Verit\u00e0. Realt\u00e0.<\/p>\n<p>I reality show sono programmi che pretendono di essere veri, di non nascondere nulla, di essere genuini anche perch\u00e9 fatti dalla gente comune. Gente che \u00e8 identica ai telespettatori. Ma che cos\u2019\u00e8 veramente un reality?<\/p>\n<p>Il reality show pi\u00f9 popolare \u00e8 il Grande Fratello. qui i telespettatori sono la tv, 24 ore su 24 e sono chiamati a costruire una comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Una comunit\u00e0 di persone qualunque (in realt\u00e0 sappiamo essere selezionate con ferrei criteri) che vive in una casa sotto gli occhi di tutti, che costituisce eventi lavorando in gruppo. Chi non sa stare in comunit\u00e0 viene espulso. Sono gli spettatori che decidono chi devono essere i componenti della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>VERITA\u2019 &#8211; ATTRAZIONE<\/p>\n<p>Il comunicato ANSA<\/p>\n<p>Agenzia Ansa, 10 giugno 1993, ore 9.47, titolo: <em>\u00abSesso sicuro, un manuale per gli scout\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abC\u2019\u00e8 anche l\u2019uso del preservativo, definito un utile paraurti per difendersi dall\u2019Aids, tra i consigli che le guide degli scout cattolici italiani possono dare ai loro ragazzi. In un articolo uscito sulla rivista Scout dell\u2019Agesci viene offerta una serie di indicazioni agli educatori su come affrontare la sessualit\u00e0 tra i bambini, i ragazzi e gli adolescenti che nelle parrocchie si organizzano in coccinelle, lupetti, reparti, clan. Il linguaggio del \u201cmanuale\u201d non \u00e8 quello usuale della dottrina ufficiale della Chiesa cattolica\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>Il servizio del Corriere della Sera<\/p>\n<p>I giornali del giorno dopo pullulano di divertiti servizi assai ironici sul profilattico delle Giovani Marmotte. Ne citiamo uno solo, dal quotidiano pi\u00f9 venduto e pi\u00f9 letto anche dai cattolici praticanti, il Corriere della sera.<\/p>\n<p><em>\u00abGambe incrociate e animo rapito, i lupetti ascoltano i racconti del capobranco: parlava di Mowgli e Baghera, della giungla e delle buone azioni. Roba di trent\u2019anni fa, travolta dai tempi moderni. Oggi la voce ufficiale degli Scout, la rivista pubblicata dall\u2019Agesci, suggerisce modi nuovi e argomenti attuali da affrontare con ragazzi e ragazze (\u2026). Altro che Baghera e gli animali della foresta: \u00e8 la giungla del sesso il nuovo filone narrativo. A lupetti e coccinelle, a scout e guide si cercher\u00e0 di offrire le informazioni utili per non perdersi e non smarrire la strada maestra in una \u201cselva oscura\u201d diventata troppo pericolosa. A loro si racconter\u00e0 anche la realt\u00e0 dell\u2019\u201dutile paraurti\u201d, come viene definito il profilattico, strumento di antica censura, ora divenuto argomento di conversazioni pedagogiche\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>La verit\u00e0<\/p>\n<p>Ma che cosa avevano combinato davvero gli scout dell\u2019Agesci?<\/p>\n<p>Sul mensile dell\u2019Agesci datato 8 maggio 1993 effettivamente appare un articolo firmato dal medico, sessuologo e capo scout Ottavio Losana, dal titolo: <em>\u00abLa sessualit\u00e0, n\u00e9 mostro n\u00e9 mito\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Nell\u2019ampia e articolata riflessione, ad un certo punto troviamo questo passaggio.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abEsistono rischi oggettivi per la salute nell\u2019uso irresponsabile della sessualit\u00e0. Il pi\u00f9 grave oggi \u00e8 il possibile contagio da Aids. Eliminarlo attraverso la propaganda indiscriminata del preservativo \u00e8 una banalizzazione inaccettabile. Sarebbe come illudersi di eliminare gli incidenti stradali usando paraurti e cinture di sicurezza super robusti\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>Torniamo dunque a Norman Kingsley Mailer:<\/p>\n<p><em>\u00abPretendere di dire la verit\u00e0 e tutta la verit\u00e0 con un giornale \u00e8 come pretendere di suonare la Nona di Beethoven con un\u2019ocarina. Lo strumento non \u00e8 molto adatto\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Un lettore di giornale deve dunque rassegnarsi a non trovarvi mai la verit\u00e0?<\/p>\n<p><em>No. L\u2019invito di Norman Mailer \u00e8 semplicemente a non attribuire al giornale poteri che non ha. Un giornale \u00e8 limitato al pari dell\u2019intelligenza umana, anche la pi\u00f9 acuta e instancabile. Cos\u00ec, ogni mattina leggete le informazioni, i dati, le testimonianze che noi giornalisti siamo riusciti a raccogliere nelle poche ore di un pomeriggio e di una serata. Non \u00e8 tutto ci\u00f2 che avremmo voluto scoprire e a volte sono appena frammenti di verit\u00e0, tessere di un mosaico da comporre con pazienza e amore.<\/em><\/p>\n<p><em>Amore, appunto. Chi ama la verit\u00e0 non smette mai di cercarla. Chi ama la verit\u00e0 non spaccia menzogne, anche se congeniali a solleticare il palato del pubblico pi\u00f9 fragile o facilone, rimpinguando le vendite. Chi ama la verit\u00e0 si corregge (e chiede scusa) quando si accorge di non averla scritta tutta, n\u00e9 per bene, o di essere stato tratto in inganno.<\/em><\/p>\n<p><em>AMORE PER LA VERITA\u2019 \u2013 PUNTI DI VISTA<\/em><\/p>\n<p><em>Qui corre il confine: tra chi ama la verit\u00e0 e non si accontenta, giornalisti e lettori; e chi invece ritiene che la verit\u00e0 non esista, sia inutile perderci tempo ed esistano soltanto i punti di vista, tutti parziali. La vera differenza tra un buon giornale e un giornale mediocre sta qui: o \u00e8 fatto con passione e amore per la verit\u00e0, per quanto difficile essa sia; oppure spaccia punti di vista, non tutti, ma i pi\u00f9 convenienti.<\/em><\/p>\n<p><em>Sta alla sapienza dei lettori distinguere gli uni dagli altri, e scegliere<\/em>.<\/p>\n<p>PASSIONE &#8211; ATTRAZIONE<\/p>\n<p>Ryszard Kapuscinski<\/p>\n<p><em>\u00abLa professione del giornalista non pu\u00f2 essere esercitata da nessuno che sia cinico. Occorre distinguere: una cosa \u00e8 essere scettici, realisti, prudenti. Questo \u00e8 assolutamente necessario, altrimenti non si potrebbe fare giornalismo. Tutt\u2019altra cosa \u00e8 essere cinici, un atteggiamento incompatibile con la professione del giornalista. Il cinismo \u00e8 un atteggiamento inumano. Nella mia vita ho incontrato centinaia di grandi, meravigliosi giornalisti, di diversi paesi e in epoche differenti. Nessuno di loro era un cinico. Al contrario, erano persone molto legate a ci\u00f2 che stavano facendo, molto serie, in generale persone molto umane\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNella seconda met\u00e0 del XX secolo improvvisamente il grande mondo degli affari scopre che la verit\u00e0 non \u00e8 importante, ci\u00f2 che conta \u00e8 l\u2019attrazione. E, una volta che abbiamo creato l\u2019informazione-attrazione, possiamo vendere questa informazione ovunque. Pi\u00f9 l\u2019informazione \u00e8 attraente, pi\u00f9 denaro possiamo guadagnare\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNon c\u2019\u00e8 consorzio economico, fabbrica automobilistica o industria petrolifera che rendano quanto il commercio dell\u2019informazione. \u00c8 il business pi\u00f9 redditizio in assoluto. Che cosa ne consegue? Che mentre, un tempo, a capo dei giornali, delle emittenti televisive o radiofoniche c\u2019erano dei redattori pieni di passione che combattevano per qualcosa, oggi non ci sono che uomini d\u2019affari. Persone che non hanno, n\u00e9 vogliono avere, niente a che fare con il giornalismo. Dalle mani di persone che lottavano per la verit\u00e0, l\u2019informazione \u00e8 passata in quelle di uomini d\u2019affari preoccupati non che l\u2019informazione sia vera, importante o di valore, ma che sia attraente. Oggi, per potersi vendere bene, l\u2019informazione deve essere un prodotto in confezione di lusso. Il passaggio dal criterio della verit\u00e0 a quello dell\u2019attrattiva rappresenta la grande rivoluzione culturale di cui tutti siamo i testimoni, i partecipanti e, in parte, le vittime. Il caporedattore non chiede se una cosa sia vera, ma se sia vendibile e procuri la pubblicit\u00e0 che gli d\u00e0 da vivere. I grandi media spostano la nostra attenzione dalle cose importanti ai problemi tecnici: chi lo fa prima, chi ci mette pi\u00f9 colore, chi lo fa in diretta, chi in virtuale, chi ha la connessione satellitare, la diretta, la ritrasmissione? In sostanza: chi lascia allo spettatore meno tempo per riflettere?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>LIBERTA\u2019<\/p>\n<p><em>\u00abLibert\u00e0 significa poter dire alla gente anche quel che la gente non vuole sentirsi dire\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>George Orwell<\/p>\n<p>CONCLUDENDO<\/p>\n<p><em>Il funerale della volpe<\/em><\/p>\n<p><em>di Gianni Rodari<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em>Una volta le galline trovarono la volpe in mezzo al sentiero. Aveva gli occhi chiusi, la coda non si muoveva.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 \u00c8 morta, \u00e8 morta &#8211; gridarono le galline. \u2013 Facciamole il funerale.<\/em><\/p>\n<p><em>Difatti suonarono le campane a morto, si vestirono di nero e il gallo and\u00f2 a scavare la fossa in fondo al prato.<\/em><\/p>\n<p><em>Fu un bellissimo funerale e i pulcini portavano i fiori. Quando arrivarono vicino alla buca la volpe salt\u00f2 fuori dalla cassa e mangi\u00f2 tutte le galline.<\/em><\/p>\n<p><em>La notizia vol\u00f2 di pollaio in pollaio. Ne parl\u00f2 perfino la radio, ma la volpe non se ne preoccup\u00f2. Lasci\u00f2 passare un po\u2019 di tempo, cambi\u00f2 paese, si sdrai\u00f2 in mezzo al sentiero e chiuse gli occhi.<\/em><\/p>\n<p><em>Vennero le galline di quel paese e subito gridarono anche loro:<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 \u00c8 morta, \u00e8 morta! Facciamole il funerale.<\/em><\/p>\n<p><em>Suonarono le campane, si vestirono di nero e il gallo and\u00f2 a scavare la fossa in mezzo al granoturco.<\/em><\/p>\n<p><em>Fu un bellissimo funerale e i pulcini cantavano che si sentivano in Francia.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando furono vicini alla buca, la volpe salt\u00f2 fuori dalla cassa e mangi\u00f2 tutto il corteo.<\/em><\/p>\n<p><em>La notizia vol\u00f2 di pollaio in pollaio e fece versare molte lagrime. Ne parl\u00f2 anche la televisione, ma la volpe non si prese paura per nulla. Essa sapeva che le galline hanno poca memoria e camp\u00f2 tutta la vita facendo la morta. E chi far\u00e0 come quelle galline vuol dire che non ha capito la storia.<\/em><\/p>\n<p>Segue ampio dibattito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>INFORMAZIONE PERSUASIONE ATTRAZIONE I MASS MEDIA AL BIVIO Relatore dr. Umberto Folena Relazione della serata redatta da dr. Alberto d&#8217;Elia, socio UCID Sezione Busto Arsizio e Valle Olona. 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