{"id":499,"date":"2019-02-12T16:37:24","date_gmt":"2019-02-12T15:37:24","guid":{"rendered":"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/2019\/02\/12\/relazione-della-serata-del-30-gennaio-2019-relatore-fra-giovanni-rinaldi\/"},"modified":"2023-05-09T12:47:00","modified_gmt":"2023-05-09T10:47:00","slug":"relazione-della-serata-del-30-gennaio-2019-relatore-fra-giovanni-rinaldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/2019\/02\/12\/relazione-della-serata-del-30-gennaio-2019-relatore-fra-giovanni-rinaldi\/","title":{"rendered":"Relazione della serata del 30 gennaio 2019 &#8211; relatore Fra Giovanni Rinaldi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/lombardia.ucid.it\/bustoarsizio\/2019\/02\/12\/relazione-della-serata-del-30-gennaio-2019-relatore-fra-giovanni-rinaldi\/30-gennaio-2019\/\" rel=\"attachment wp-att-1457\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1457 aligncenter\" src=\"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/05\/30-gennaio-2019-300x203.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>La fede vive anche con la democrazia e la libert\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">UCID &#8211; Busto Arsizio, 30 gennaio 2019<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Giovanni Rinaldi, OFM<\/p>\n<p><strong>Premessa<\/strong><\/p>\n<p>Ho accettato l\u2019invito a condividere con voi questo momento di condivisione solo a motivo dell\u2019insistenza di Fabrizio, che ringrazio per la stima e l\u2019amicizia. Ringrazio il Presidente dell&#8217;UCID, sen. Paolo Caccia, tutti i membri, il Presidente e gli amici dei Lyons e tutti voi qui presenti: grazie per la fiducia che mi state dimostrando. Permettetemi di dire fin da subito che non mi sento molto a mio agio a dovervi parlare di \u201cdemocrazia e libert\u00e0\u201d: non sono un esperto di Dottrina sociale della Chiesa. Sono un frate francescano, sacerdote e appassionato di linguistica. L\u2019obbedienza mi ha condotto a vivere diverse esperienze \u2013 dall&#8217;insegnamento della religione alla cura pastorale delle anime (la migliore esperienza finora! Forse anche a motivo della gente \u201cche avevo in cura\u201d\u201d!), dall&#8217;animazione di una fraternit\u00e0 all\u2019assistenza personale del nostro Superiore (Ministro) generale, fino al servizio che sto svolgendo da un paio d\u2019anni, ossia Segretario generale e Notaio dell\u2019Ordine dei Frati Minori (chiedo venia ad eventuali Notai qui presenti!). Ma la mia costante passione sono le lingue straniere e da qualche mese ho iniziato a studiare arabo, che si sta rivelando un\u2019appassionante scoperta. Vi ho detto questo perch\u00e9, certo, credo di essere un comunicativo, uno a cui piace comunicare, ma di certo non sono specificamente \u201ctitolato\u201d a tenere la conferenza di stasera. Per\u00f2, in nome dell\u2019amicizia e della fiducia, provo a comunicare con voi in merito all&#8217;argomento che mi \u00e8 stato affidato.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Partiamo da una domanda <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Partirei trasformando in quesito il titolo di questo contributo: la fede pu\u00f2 vivere con la democrazia e la libert\u00e0? Da questa domanda, ne scaturisce una previa: democrazia e libert\u00e0 possono convivere? Se s\u00ec, come possono convivere? E, ancora, come di fatto democrazia e libert\u00e0 convivono?<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Alcune sfide<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Molti studiosi affermano che attualmente stiamo vivendo non tanto \u201cun\u2019epoca di cambiamento bens\u00ec un cambiamento d\u2019epoca. Le relazioni tra uomo e donna e tra genitori e figli sono cambiate e le istituzioni e i ruoli patriarcali sono saltati ed \u00e8 inevitabile trovarsi in situazioni di confusione e di disorientamento\u201d (Claudio GENTILI, <em>Il rischio della libert\u00e0 dal \u201968 a oggi<\/em>, in <em>La Societ\u00e0. Rivista scientifica di Dottrina Sociale della Chiesa<\/em>, XXVI, 3\/2018, p. 13). Nel mondo si stanno attestando nuovi equilibri economici; nuovi soggetti politici significativi si affacciano sulla scena globale e questo nostro mondo, sempre pi\u00f9 interconnesso, \u00e8 sempre meno \u201ceurocentrico\u201d. La globalizzazione ha generato nuove modalit\u00e0 di comunicazione e nuovi modi di collegamento, ma ha anche favorito al contempo la concentrazione del potere finanziario nelle mani di pochi. Il mondo che si sta costruendo rischia di trasformarsi in una trappola senza vie di scampo per i pi\u00f9 deboli e i pi\u00f9 poveri, perch\u00e9 \u00e8 un mondo sovrastato da implacabili dinamismi che stringono le maglie della libert\u00e0 e riducono le opportunit\u00e0 (cfr. S.E. Mons. Mario TOSO, <em>Democrazia e libert\u00e0<\/em>, in <em>La Societ\u00e0. Rivista scientifica di Dottrina Sociale della Chiesa<\/em>, XXVI, 3\/2018, p. 24).<\/p>\n<p>Purtroppo, assistiamo (anche, ma non solo) a gesti di violenza efferata, cieca e vile quali gli attentati contro cittadini ignari in diverse parti del mondo (non solo in Europa), attentati alla libert\u00e0 della persona.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 \u00e8 sottratta ai disperati che si vedono costretti a lasciare le loro terre di origine e a migrare inseguendo il sogno di una \u201cterra promessa\u201d e di un mondo pi\u00f9 giusto e pacifico (in Uganda ci sono 35 mln di abitanti e 9 mln di rifugiati).<\/p>\n<p>Vengono defraudati della loro libert\u00e0 coloro che periscono quali vittime di tratte umane e di conflitti sanguinosi (Papa Francesco parla di una Terza Guerra Mondiale a pezzi) e pure coloro ai quali non \u00e8 concesso di venire al mondo o di rimanerci.<\/p>\n<p>Sovente la libert\u00e0 \u00e8 messa in discussione sul piano religioso; episodi di libert\u00e0 coartata si verificano sul piano politico allorch\u00e9 si stabiliscono prassi o si emanano leggi che restringono la possibilit\u00e0 di scelta dei propri rappresentanti.<\/p>\n<p>Ancora, la rivendicazione dei diritti personali in nome di un individualismo libertario si rivela come il peggior nemico dello Stato di diritto e del bene comune.<\/p>\n<p>La libert\u00e0, insomma, \u00e8 messa in crisi su tutti i piani e in tutte le dimensioni dell\u2019umanit\u00e0. E quando la libert\u00e0 \u00e8 minacciata o sminuita, ne soffre anche la democrazia: questa, infatti, non pu\u00f2 sussistere senza la presenza di persone libere.<\/p>\n<p>Ma noi non dobbiamo, non possiamo e non vogliamo fermarci a questo scenario.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>Libert\u00e0 e democrazia<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Riconosciamo, infatti, che ogni persona \u00e8 inabitata da un insopprimibile desiderio di vero e di bene (e per noi cristiani, in particolare noi francescani, questo bene \u00e8 il Bene con la B maiuscola, ossia Dio, colui che san Francesco d\u2019Assisi chiamava \u201csommo e unico bene\u201d, ma per il momento lasciamo perdere \u2013 almeno in linea teorica \u2013 la fede); un desiderio di vero e di bene indisgiungibile dalla vocazione alla libert\u00e0.<\/p>\n<p>Non solo: la nostra vita, lo sappiamo anche per esperienza, non \u00e8 un\u2019esistenza fine a s\u00e9 stessa: la nostra vita si compie nella misura in cui diventa relazione, fiorisce e si realizza mediante il dono di s\u00e9, nel prendersi cura dell\u2019altro e del bene comune.<\/p>\n<p>Ancora, sappiamo che la libert\u00e0 non \u00e8 soltanto spezzare le proprie catene (libert\u00e0 da, libert\u00e0 negativa) ma \u00e8 anche vivere in modo da rispettare e accrescere la libert\u00e0 altrui (libert\u00e0 per \u2013 libert\u00e0 propositiva; cf. M. MAGATTI- C. GIACCARDI, <em>Generativi di tutto il mondo unitevi! Manifesto per la societ\u00e0 dei liberi<\/em>, Feltrinelli, Milano 2016<sup>5<\/sup>, p. 30).<\/p>\n<p>E tale libert\u00e0, di cui ogni persona gode ed \u00e8 dotata, \u00e8 il punto di partenza e di arrivo della democrazia.<\/p>\n<p>La cultura cristiana e, nello specifico, la Dottrina sociale della Chiesa (DSC) si fonda su questa possibile, anzi, necessaria convivenza tra libert\u00e0 e democrazia. E, di conseguenza, cerca e vuole offrire alla democrazia, come fondamento stabile, coscienze capaci di ricercare il vero e il bene, ci\u00f2 che san Tommaso d\u2019Aquino definisce <em>visio beatifica<\/em>, il Sommo Bene di cui parla san Francesco d\u2019Assisi.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong>La <\/strong><strong>Dottrina sociale della Chiesa<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Verso la fine del secolo XIX, Leone XIII affermava che la concezione di libert\u00e0 disancorata dal riferimento a Dio e ai valori assoluti ha la consistenza delle sabbie mobili, su cui non si pu\u00f2 fondare alcuna morale n\u00e9 si pu\u00f2 costruire una prospera e pacifica convivenza civile. Un\u2019esagerata esaltazione della libert\u00e0, nutrita di agnosticismo liberale, apre le porte al soggettivismo e all\u2019individualismo etico sul piano personale, oltre che, in campo sociale, all\u2019assolutismo del potere e dell\u2019anarchismo.<\/p>\n<p>San Giovanni Paolo II, un secolo dopo Leone XIII, muove da una prospettiva culturale pi\u00f9 personalista e afferma che, per rifondare le democrazie contemporanee e superare la cultura consumistica, occorre disporre di una libert\u00e0 capace di legarsi alla verit\u00e0 su Dio e sull\u2019uomo. La democrazia va radicata su un impianto di antropologia personalista e comunitaria, che supera la concezione individualistica di libert\u00e0. Il popolo e la democrazia nell\u2019ottica della DSC sono entit\u00e0 che sprigionano da libert\u00e0 responsabili e solidali: libert\u00e0 nell\u2019ordine morale e, pertanto, libert\u00e0 che non contraddicono, anzi, che perseguono e sono ministeriali all\u2019uguaglianza di dignit\u00e0 e di opportunit\u00e0, al bene comune e alla giustizia sociale.<\/p>\n<p>Quando la democrazia si svincola dall\u2019idea di una libert\u00e0 positiva (la libert\u00e0 \u201cper\u201d), tutti i valori sono messi in discussione. Si salva solo la libert\u00e0 di scelta, che viene assolutizzata fino a diventare libert\u00e0 di potenza e di dominio, che in piena autonomia si abilita a creare la verit\u00e0 e il bene, che dispone incondizionatamente della propria e dell\u2019altrui esistenza e che dissocia la sessualit\u00e0 dall\u2019identit\u00e0 delle persone. Una societ\u00e0 democratica in cui i cittadini vivono la loro libert\u00e0 di scelta senz\u2019altra restrizione che quella di non importunare il vicino rischia di trasformarsi in un regime illiberale e ingiusto, in cui il primato del bene comune e della giustizia si dissolve.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che l\u2019ideale della democrazia \u00e8 e resta strettamente connesso alla parte migliore di ogni individuo. \u00c8 un ideale che si propone quasi come una sfida della persona a s\u00e9 stessa. Pertanto, rinunciare all\u2019ideale della democrazia significherebbe abbandonare la vocazione al compimento di s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p>\u00c8 una conquista dei secoli scorsi il convincimento secondo cui la promozione della persona umana \u00e8 inscindibile dallo sviluppo della democrazia, intesa <em>in primis<\/em> come continua costruzione di senso e di forma di vita sociale e politica mediante il concorso di tutti.<\/p>\n<p>La crisi che oggi la democrazia conosce non \u00e8 solo strutturale ma \u00e8 soprattutto morale: \u00e8 una crisi di valori. Di qui, allora, la necessit\u00e0 di recuperare i valori morali, a livello sia personale che sociale: alla stagione dei diritti deve affiancarsi quella dei doveri. Non basta riformare le regole del gioco, magari condendole con un po\u2019 di populismo. No: siamo chiamati a creare una societ\u00e0 politica basata sulla comunione, da intendersi innanzitutto come comunicazione e condivisione di conoscenze nella luce del vero; come impulso e richiamo al bene morale; come nobile godimento del bello in tutte le sue legittime espressioni; come permanente disposizione a profondere gli uni negli altri il meglio di s\u00e9 stessi; come anelito ad una mutua e sempre pi\u00f9 ricca assimilazione ai valori spirituali, intesi in senso ampio.<\/p>\n<p>Fin qui, se va bene, siete pi\u00f9 o meno d\u2019accordo con me su questa visione generale. Ma\u2026 la realt\u00e0 \u00e8 tutt\u2019altro, qualcuno potrebbe obiettare. Abbiamo gi\u00e0 accennato alle sfide contemporanee\u2026 Se mi guardo intorno, rischio la depressione!<\/p>\n<p>E allora\u2026 COME? Come far convivere libert\u00e0 e democrazia e, per noi cristiani, libert\u00e0, democrazia e fede? Beh, non esiste una ricetta! Ma continuiamo fiduciosi il cammino di ricerca.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong>Fede, libert\u00e0 e democrazia<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Papa Francesco, nella lettera <em>Humana communitas<\/em> (Roma, 6 gennaio 2019) per il XXV anniversario della Pontificia Accademia per la Vita, che ricorrer\u00e0 il prossimo 11 febbraio, sembra proporre (o ri-proporre!) l\u2019idea e la forza della fraternit\u00e0 (intuizione non esclusivamente ma tipicamente francescana, o meglio: sanfrancescana). Il Santo Padre sostiene che, essendo la comunit\u00e0 umana il sogno eterno di Dio nella quale il Figlio eterno generato da Dio ha preso carne e sangue, \u00e8 proprio nel mistero della generazione che \u201cla grande famiglia umana pu\u00f2 ritrovare s\u00e9 stessa. Infatti, l\u2019iniziazione familiare alla fraternit\u00e0 tra le creature umane pu\u00f2 essere considerata un vero e proprio tesoro nascosto, in vista del riassetto comunitario delle politiche sociali e dei diritti umani, di cui oggi si sente forte necessit\u00e0. \u00c8 tempo di rilanciare una nuova visione per un umanesimo fraterno e solidale dei singoli e dei popoli [\u2026] La forza della fraternit\u00e0 \u00e8 la nuova frontiera del cristianesimo\u201d (<em>HC<\/em> 1.6.13).<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel discorso <em>Urbi et orbi<\/em> dello scorso 25 dicembre il Santo Padre parlava di fraternit\u00e0, affermando: \u201cChe cosa ci dice quel Bambino, nato per noi dalla Vergine Maria? Qual \u00e8 il messaggio universale del Natale? Ci dice che Dio \u00e8 Padre buono e noi siamo tutti fratelli. Questa verit\u00e0 sta alla base della visione cristiana dell\u2019umanit\u00e0. Senza la fraternit\u00e0 che Ges\u00f9 Cristo ci ha donato, i nostri sforzi per un mondo pi\u00f9 giusto hanno il fiato corto, e anche i migliori progetti rischiano di diventare strutture senz\u2019anima\u201d.<\/p>\n<p>Papa Francesco ci propone al contempo una diagnosi e la cura: da una parte rileva il difetto di fraternit\u00e0, lo sfilacciamento del legame che apparenta tutti i figli e le figlie di Adamo; dall\u2019altra propone come rimedio la fraternit\u00e0 stessa, scintilla capace di far divampare il fuoco di relazioni giuste, sane, solide in famiglia, nella <em>polis<\/em> e tra i popoli.<\/p>\n<p>Per\u00f2, dobbiamo prendere atto, come fa notare il teologo Giovanni Cesare Pagazzi commentando il brano biblico del capitolo quarto del <em>Libro della genesi<\/em>, che anche la Bibbia descrive il legame fraterno come il pi\u00f9 impegnativo e complicato. Ricordiamo anche l\u2019intricata vicenda di Giuseppe venduto (in Egitto) dai suoi fratelli. Non solo la Bibbia ma forse anche l\u2019esperienza personale ci pu\u00f2 confermare la laboriosit\u00e0 e la delicatezza del rapporto fraterno.<\/p>\n<p>E non possiamo eludere l\u2019aspetto intrinsecamente drammatico della fraternit\u00e0: dobbiamo necessariamente viverlo, attraversarlo. Questo ci consentir\u00e0 di cogliere quanto \u00e8 davvero in gioco.<\/p>\n<p>Prendiamo l\u2019episodio del fratricidio narrato agli inizi della Scrittura. Il racconto di <em>Genesi<\/em> 4 cos\u00ec raffinato da penetrare fino al punto di divisione delle giunture e delle midolla del legame fraterno ci dice che la fraternit\u00e0 entra in crisi non per un capriccio, per generico egoismo, per invidia o a motivo dell\u2019ingiustizia. Tutte queste cose sono effetti, non la causa. Perch\u00e9 Caino uccide Abele? Per paura.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 la paura si \u00e8 impossessata di Adamo ed Eva, che, dopo il peccato, corrono a nascondersi: \u00abHo udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perch\u00e9 sono nudo e mi sono nascosto\u00bb (<em>Genesi<\/em> 3,10). La paura spinge la coppia dei progenitori a nascondersi e spinge Adamo ad aggredire Dio ed Eva, perch\u00e9 si fa in fretta a capire che la miglior difesa \u00e8 l\u2019attacco.<\/p>\n<p>Sebbene in ordine inverso, Caino prova i medesimi sintomi: prima l\u2019aggressivit\u00e0 fino alla violenza, poi il bisogno di nascondersi (<em>Genesi<\/em> 4, 14); e questi sono segnali rivelatori della sua radicale paura. Di che cosa ha paura Caino? Egli \u00e8 talmente sedotto dalla predilezione divina per Abele (solo da Abele Dio accetta il sacrificio) da non vedere un altro elemento altrettanto essenziale.<\/p>\n<p>Caino, che rappresenta ciascuno di noi, si lascia dominare dalla paura che l\u2019altro lo privi di qualcosa, fondamentalmente dell\u2019amore, della stima, dell\u2019affetto di Dio; Caino ha paura che l\u2019altro, Abele, sia il nemico capace di distruggere la sua felicit\u00e0. La paura, che \u00e8 l\u2019esatto contrario dell\u2019amore; l\u2019indifferenza pi\u00f9 che l\u2019odio \u00e8 il contrario dell\u2019amore <em>ad <\/em>extra, nel rapporto verso gli altri; la paura \u00e8 il contrario dell\u2019amore <em>ad intra<\/em>: verso noi stessi.<\/p>\n<p>Alla radice della paura di Caino, di ogni nostra paura, c\u2019\u00e8 la diffidenza e la sfiducia nella grandezza dell\u2019Amore di Dio. La paura diventa la vera tentazione che mina la fede. E, sgretolandosi la fiducia in Dio, il dono della libert\u00e0 viene meno e, di conseguenza, anche la democrazia soffre.<\/p>\n<p>Caino, dicevo poc\u2019anzi, \u00e8 talmente sedotto dalla predilezione divina per Abele da non vedere un elemento essenziale: \u00e8 solo a lui che Dio parla. La pagina biblica rivela una duplice predilezione divina: una per Abele, il solo capace di offrire un sacrificio gradito a Dio; e un\u2019altra riservata a Caino, il solo a cui Dio accorda un\u2019incomprensibile premura, fatta di parole di richiamo, di incoraggiamento, di consigli, di domande, di accuse, di castighi minacciati e, infine, di sollecita custodia della sua vita, nonostante tutto.<\/p>\n<p>Dio dedica tempo a Caino, mentre ad Abele non rivolge nemmeno una parola! Ma Caino questo non lo nota, non lo vede. Se \u201cinvidia\u201d (in-videre) significa \u201cnon-vedere\u201d, \u201cnon-voler-vedere\u201d, \u201cvedere male\u201d, \u201cvedere di malocchio\u201d, si pu\u00f2 dire che in Caino essa \u00e8 ritorta contro s\u00e9 stesso prima che verso Abele. Caino percepisce, vede benissimo la predilezione riservata al fratello, ma non coglie la propria. Da qui il senso di essere escluso, privato di quanto \u00e8 vitale. Il terrore che lo tormenta scaturisce dal fatto che non ci sia posto per due: \u00abSe Abele \u00e8 prediletto, significa che io sono escluso\u00bb. Egli non vede il <em>posto unico<\/em> riservato ad entrambi: \u201cinvidia\u201d, vede male, e ritiene che ci sia solo un <em>unico posto<\/em> per tutti e due (invidia l\u2019<em>unico posto<\/em>). Ma \u00e8 proprio questo pensiero che scopre la radice profonda della paura di Caino: considerare Dio inadeguato, insufficiente, incapace di mettere al sicuro tutta la vita di cui \u00e8 origine. Cos\u2019\u00e8 questa se non mancanza di fede? Caino pensa (erroneamente) che al massimo Dio pu\u00f2 garantire una sola scialuppa di salvataggio e, per giunta, monoposto. E allora tutti gli altri naufraghi, coi quali ci si trova \u201cnella stessa barca\u201d, non sono pi\u00f9 fratelli ma rivali. Da eliminare. E questa rivalit\u00e0 omicida, che affiora con chiarezza nel rapporto fraterno, non \u00e8 in prima battuta un deficit di carit\u00e0 o di giustizia: \u00e8 innanzitutto una mancanza di fede. Caino crede che Dio ci sia ma la paura, che distorce la realt\u00e0, gli impedisce di fidarsi della competenza, della potenza divina. Insomma: Dio c\u2019\u00e8, ma non pu\u00f2. [L\u2019impotenza e l\u2019incompetenza di Dio spingono il primogenito di Adamo all\u2019urgente dovere di cavarsela da solo, occupando quello che lui ritiene (erroneamente) l\u2019unico posto vitale a disposizione, anche a costo della morte del fratello: <em>mors tua vita mea<\/em>].<\/p>\n<p>E la portata vera della fraternit\u00e0 la si coglie solo toccando il fondo della paura circa l\u2019incompetenza e l\u2019insufficienza di Dio (e il terribile senso di solitudine derivante). Le dinamiche pi\u00f9 nascoste dell\u2019anima le cogliamo toccando il fondo (l\u2019esperienza di Caino).<\/p>\n<p>Quella che cogliamo come rivalit\u00e0 tra fratellini, tra colleghi, tra popoli, culture, nazioni ed economie scaturisce dalla negazione della potenza dell\u2019Origine: la mamma, il pap\u00e0, la terra, Dio stesso sono ritenuti incapaci di garantire un posto vitale a ciascuno. La violenta ingiustizia ha come radice profonda l\u2019incredulit\u00e0, non tanto nell\u2019esistenza di Dio ma nella sua potenza, cio\u00e8 nella sua capacit\u00e0 di custodirci e di nutrirci. [A dirla tutta, non esiste peccato che non sia risultato dell\u2019incredulit\u00e0 nella potenza di Dio: avaro diventa chi nega il potere divino di assicurare il pane quotidiano; vendicativo \u00e8 colui che non crede Dio possa prendere le sue difese].<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00abnon si \u00e8 vergognato di chiamarci fratelli\u00bb (<em>Lettera agli ebrei<\/em> 2,11), divenendo il Primogenito di ogni creatura, non a motivo di chiss\u00e0 quale generica bont\u00e0, ma per la fiducia riposta nel Padre a cui \u00abtutto \u00e8 possibile\u00bb (<em>Marco<\/em> 10,27; 14,36), la fiducia nell\u2019onnipotenza di Dio. Dio \u00e8 onnipotente perch\u00e9 \u00e8 capace di assicurare un <em>posto unico<\/em> a Caino, un <em>posto unico<\/em> ad Abele, un <em>posto unico<\/em> a ciascuna persona, <em>un posto unico <\/em>a ciascun essere vivente e <em>posto unico<\/em> a ogni popolo.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 arriva a tale affidamento non in via astratta ma attraverso una quotidiana, ordinaria, e affettuosa sensibilit\u00e0 al mondo. Ges\u00f9, entrando nel mondo, lo vede e lo tocca com\u2019\u00e8 veramente, non come la paura lo deforma (Francesco, <em>Laudato si\u2019<\/em>, 97) e ce lo mostra. A chi \u00e8 preoccupato (cio\u00e8 impaurito) per l\u2019eventuale insufficienza di cibo, di acqua e di vestiti, Ges\u00f9 suggerisce, per vincere la paura, la strategia di \u201cguardare gli uccelli del cielo\u201d (nessuno di essi muore di fame) e di \u201cosservare i gigli del campo\u201d (vestiti di alta sartoria). Il Padre \u00e8 cos\u00ec ricco, potente, abile e competente da permettersi il lusso di interessarsi a rondini e margherite (<em>Matteo<\/em> 6,25-34). Il senso dell\u2019affidabile competenza di Dio disarma la rivalit\u00e0, rendendola vana. Il mondo, la nostra casa comune, non \u00e8 un angusto monolocale con un posto solo, ma la profezia della \u201ccasa del Padre\u201d dove c\u2019\u00e8 ampio posto per tutti (<em>Giovanni<\/em> 14,1-4).<\/p>\n<p>Cristo ha vissuto da fratello e ha voluto il legame fraterno per i propri discepoli per due motivi:<\/p>\n<ul>\n<li>primo: annunciare, proclamare la buona notizia del <em>posto unico <\/em>che il Padre Creatore riserva a ciascuno nel suo Amore \u2013 questo \u00e8 il motivo <em>ad extra<\/em>, potremmo dire;<\/li>\n<li>secondo, la ragione <em>ad intra<\/em>, a favore della stessa Chiesa e di ogni credente: ponendoci nel legame indissolubile e difficile della fraternit\u00e0, legame pieno d\u2019affetto e fomentatore di rivalit\u00e0, siamo messi in condizione di verificare con schiettezza la qualit\u00e0 reale della nostra fede nella competenza di Dio a favore della vita. Infatti, la fraternit\u00e0 compiuta trasforma in carne e sangue la fiducia piena in colui che \u00e8 cos\u00ec longanime (ha l\u2019animo cos\u00ec ampio) da poter prediligere insieme Abele e Caino.<\/li>\n<\/ul>\n<p>San Francesco d\u2019Assisi ha colto questo duplice mandato e lo ha affidato ai suoi frati, quando nella <em>Regola<\/em> ordina a mo\u2019 di interrogativo: \u201cSe la madre nutre e ama il suo figlio carnale, quanto pi\u00f9 premurosamente uno deve amare e nutrire il suo fratello spirituale?\u201d<\/p>\n<p>Un Dio capace di amare singolarmente ciascun essere vivente con amore di predilezione \u00e8 affidabile e a tal punto onni-potente da avere una riserva inimmaginabile di soluzioni&#8230; anche per l\u2019attuale crisi di democrazia e di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Grazie dell\u2019ascolto e dell\u2019attenzione.<\/p>\n<p>Fra Giovanni Rinaldi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fede vive anche con la democrazia e la libert\u00e0 UCID &#8211; Busto Arsizio, 30 gennaio 2019 Giovanni Rinaldi, OFM Premessa Ho accettato l\u2019invito a condividere con voi questo momento di condivisione solo a motivo dell\u2019insistenza di Fabrizio, che ringrazio per la stima e l\u2019amicizia. Ringrazio il Presidente dell&#8217;UCID, sen. 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