{"id":437,"date":"2018-03-16T17:47:41","date_gmt":"2018-03-16T16:47:41","guid":{"rendered":"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/2018\/03\/16\/don-michele-aramini-la-conversione-del-cristiano-e-della-chiesa\/"},"modified":"2023-05-09T12:46:41","modified_gmt":"2023-05-09T10:46:41","slug":"don-michele-aramini-la-conversione-del-cristiano-e-della-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/2018\/03\/16\/don-michele-aramini-la-conversione-del-cristiano-e-della-chiesa\/","title":{"rendered":"Don Michele Aramini \u2013 La conversione del cristiano e della chiesa"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-449 aligncenter\" src=\"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/05\/cappellano_liuc-rit-1.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"151\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong style=\"text-align: center\">Don Michele Aramini \u2013 La conversione del cristiano e della chiesa<\/strong><\/p>\n<p><em>Il cristiano deve convertire gli altri, oppure se stesso? \u00a0\u00a0Di Christian Albini<\/em><\/p>\n<p>L\u2019identit\u00e0 \u00e8 sapere chi sono io e che cosa mi distingue dagli altri. Lo ripeteva sempre Alberto Melucci, uno dei massimi sociologi italiani, di cui sono stato allievo negli anni dell\u2019universit\u00e0, autore di studi sull\u2019identit\u00e0 tradotti in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Quando \u00e8 incerta o quando si misura con l\u2019altro, l\u2019identit\u00e0 diviene domanda, interrogativo su di s\u00e9 e sulle proprie origini. Nella Bibbia accade a Mos\u00e8, cresciuto in tutto e per tutto come un nobile egiziano. Arrivato all\u2019et\u00e0 di quarant\u2019anni, la scoperta dell\u2019oppressione subita dal suo popolo diventa occasione di svolta e di ripensamento di tutta la sua vita (cfr. Es 2,11; At 7,23). La sua gente non viveva come lui, ma come minoranza oppressa. Questa presa di coscienza lo ha portato a interrogarsi su ci\u00f2 che era veramente importante, sul suo posto nel mondo.<\/p>\n<p>Oggi ci si chiede a ragion veduta chi \u00e8 il cristiano. Nella nostra epoca, questa domanda si apre simbolicamente con il libro di Hans Urs von Balthasar, che la adotta come titolo, pubblicato nel 1965, a pochi anni dalla chiusura del concilio Vaticano II. Rispetto a quando la societ\u00e0 era interamente cristiana, il mondo era cambiato e anche la chiesa cattolica stava cambiando.<\/p>\n<p>Essere cristiani in questo tempo significa sempre di pi\u00f9 convivere con altri, che non si riconoscono nella stessa fede religiosa o non ne professano alcuna. Di qui l\u2019interrogativo sull\u2019identit\u00e0 che \u00e8 anche interrogativo sulla chiesa. Per rispondere, pi\u00f9 che costruire delle immagini ideali e in ultima analisi astratte, vale la pena di soffermarsi su alcuni tratti propri dell\u2019esperienza cristiana emergenti dalla parola biblica, che io riassumerei con la categoria del dinamismo.<\/p>\n<p>La vita del cristiano e della chiesa \u00e8 sempre movimento, cammino, cos\u00ec come Ges\u00f9 \u00e8 l\u2019uomo che cammina e non ha dove posare il capo (cfr. Mt 18,20).<\/p>\n<p><em>\u00abUomo, dove sei?\u00bb<\/em>, domanda Dio ad Adamo (Gn 3,29), cio\u00e8 a noi. In altre parole: a che punto sei? Dove stai andando? \u00c8 una domanda universale, per tutti e in tutti i tempi A questa domanda segue idealmente la chiamata di Abramo a uscire dalla propria terra. E l\u2019invio in missione degli apostoli, che \u00e8 prosecuzione dell\u2019andare di Ges\u00f9 nei villaggi della Galilea. I cristiani sono chiamati ad andare, ma verso dove? Verso gli altri, i non cristiani, con l\u2019obiettivo di testimoniare, predicare, convertire, verrebbe da dire. In realt\u00e0, questo essere in movimento ha una duplice valenza che va esplicitata.<\/p>\n<p>Non a caso la chiesa terrestre \u00e8 detta dalla tradizione cristiana chiesa peregrinante, cio\u00e8 chiesa in cammino, perch\u00e9 siamo ancora <em>in esilio lontani dal Signore<\/em> (2 Cor 5,6), come ci ricorda anche il Vaticano II (cfr. <em>Lumen Gentium<\/em>, 48). Il cristiano deve andare verso gli altri? Prima di tutto deve andare verso Dio! C\u2019\u00e8 pertanto una connessione stretta fra l\u2019andare in missione e il ritornare a Dio, cio\u00e8 il convertirsi: l\u2019uno non sta senza l\u2019altro.<\/p>\n<p>In ogni tempo, i cristiani sono tenuti a chiedersi dove stanno andando e dove va la chiesa. Tutto ci\u00f2 rinvia all\u2019urgenza della conversione, la quale sempre caratterizza l\u2019esistenza cristiana come un incessante nuovo inizio. L\u2019invito di papa Francesco a lasciarsi incontrare dal Signore e a rinnovare l\u2019incontro con lui, che apre l\u2019esortazione <em>Evangelii gaudium <\/em>in cui ha esposto il suo programma per la chiesa cattolica, si comprende in questa chiave (cfr. EG 3). Questo papa ha lanciato un forte richiamo alla conversione di tutta la chiesa come condizione per l\u2019annuncio del Vangelo. Se questa \u00e8 la prospettiva cristiana, nella chiesa non pu\u00f2 esserci spazio per la presunzione di essere migliori e tanto meno per atteggiamenti improntati al giudizio e alla condanna. La perdita di autorit\u00e0 e centralit\u00e0 del cristianesimo nel mondo contemporaneo non \u00e8 allora una sconfitta, ma l\u2019opportunit\u00e0 di un ritorno al Vangelo, alcuni tratti del quale sono divenuti opachi nella testimonianza della chiesa cattolica. La trasmissione della fede \u00e8 perci\u00f2 affidata alla bellezza, bont\u00e0 e verit\u00e0 delle vite che suscita.<\/p>\n<p>\u00abSolo vivendo in prima persona la conversione la chiesa pu\u00f2 anche porsi come testimone credibile dell\u2019Evangelo nella storia, tra gli uomini, e dunque evangelizzare. Solo concrete vite di uomini e donne cambiati dall\u2019Evangelo, che mostrano la conversione agli uomini vivendola, potranno anche richiederla agli altri\u00bb<a name=\"_ftnref1\"><\/a><a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019<em>Evangelii Gaudium <\/em>\u00e8 un documento sorprendente e inatteso per gli orizzonti che ha aperto: essa costituisce una nuova tappa nell\u2019attuazione dell\u2019aggiornamento conciliare e un invito a chiederci a che punto siamo nella nostra conversione e ci offre dei criteri per verificare e discernere i passi da fare dentro questo momento della nostra storia personale e di chiesa.<\/p>\n<p>\u00abIl\u00a0concilio Vaticano II\u00a0ha presentato la conversione ecclesiale come l\u2019apertura a una permanente riforma di s\u00e9 per fedelt\u00e0 a Ges\u00f9 Cristo: \u201cOgni rinnovamento della Chiesa consiste essenzialmente in un\u2019accresciuta fedelt\u00e0 alla sua vocazione [\u2026] La Chiesa peregrinante verso la meta \u00e8 chiamata da Cristo a questa continua riforma, di cui essa, in quanto istituzione umana e terrena, ha sempre bisogno\u201d (<em>Unitatis redintegratio<\/em>, 6)\u00bb (EG 26).<\/p>\n<p>La mia riflessione \u00e8 una revisione di vita e pastorale alla luce dell\u2019esortazione, per ri-leggerci a partire dal dinamismo umano ed ecclesiale dei tre momenti che la scandiscono: la gioia del Vangelo, l\u2019uscire-da-s\u00e9 in missione, il rinnovamento. L\u2019ho articolata in tre momenti distinti nella scrittura, ma intimamente correlati: il cristiano, la comunit\u00e0, la compagnia degli uomini, dove la corretta modalit\u00e0 di lettura \u00e8 il cristiano nella comunit\u00e0 e la comunit\u00e0 cristiana, intesa quale soggetto dell\u2019educazione alla fede, nella compagnia degli uomini.<\/p>\n<p>\u00c8 il cristiano, la persona che prima di tutto incontra la gioia del Vangelo, la sperimenta interiormente, e rilegge la propria vita alla luce della Parola e del volto di Cristo. Allora, esce da s\u00e9, va verso gli altri: \u00abLa gioia del Vangelo che riempie la vita della comunit\u00e0 dei discepoli \u00e8 una gioia missionaria\u00bb (EG 21). E, nell\u2019adesione allo stile di Ges\u00f9, il cristiano innesca la conversione della chiesa intera, della sua pastorale e delle sue strutture, in un rinnovamento che \u00e8 improrogabile per far parlare il Vangelo oggi (cfr. EG 25-27).<\/p>\n<p>Prima di entrare nel vivo del discorso, mi sembra opportuno richiamare brevemente il significato biblico della conversione, per evitare fraintendimenti. Con l\u2019andare del tempo, infatti, nella comprensione di questo concetto ha prevalso il significato dell\u2019aderire a una confessione religiosa a cui prima non si apparteneva; un significato identitario, potremmo dire. La conversione, vista cos\u00ec, costituirebbe il momento del passaggio che segna l\u2019ingresso nella fede cristiana e nella chiesa. Ai cristiani, soprattutto a partire dalle missioni spagnole e portoghesi del XVI secolo nel Nuovo Mondo e con la stagione delle grandi missioni a<em>d gentes <\/em>iniziate nel XIX secolo, spetterebbe perci\u00f2 adoperarsi per la conversione di coloro che cristiani non sono.<\/p>\n<p>Guardando alle Scritture, per\u00f2, il senso della conversione appare ben pi\u00f9 ampio di cos\u00ec. Nell\u2019ebraico biblico la conversione \u00e8 detta <em>teshuv\u00e0<\/em>, che pu\u00f2 essere tradotta con \u201critorno\u201d, ma anche con \u201crisposta\u201d.<\/p>\n<p><em>Cos\u00ec dice il Signore degli eserciti: tornate a me e io torner\u00f2 da voi <\/em>(Zc 1,3; cfr. Ml 3,7).<\/p>\n<p>Chi si converte ritorna a Dio, si rivolge verso di lui, orienta tutto il proprio essere, a cominciare dai comportamenti, nella sua direzione. Questo volgersi \u00e8 allo stesso tempo anche una risposta a Dio, alla sua Parola, alla sua azione.<\/p>\n<p>Un <em>midrash <\/em>racconta che il mondo \u00e8 stato creato con la lettera \u201che\u201d (\u05d4), somigliante a una cornice con due aperture. Secondo la sapienza rabbinica, il mondo viene creato con questa lettera perch\u00e9 dalla cornice che Dio ha stabilito si pu\u00f2 uscire (c\u2019\u00e8 libert\u00e0 di scelta), ma c\u2019\u00e8 una seconda apertura perch\u00e9 si pu\u00f2 ritornare e fare <em>teshuv\u00e0<\/em>. Come mai due aperture, si chiede il <em>Talmud<\/em>, se si pu\u00f2 uscire e rientrare dallo stesso punto? Rabbi Chaim Shmuelevitz dice che per poter rientrare e fare <em>teshuv\u00e0<\/em> bisogna fare un\u2019altra strada, \u00e8 necessario mettere in discussione le proprie idee e i propri atteggiamenti.<\/p>\n<p>L\u2019ascolto della Parola di Dio, l\u2019incontro con lui, pu\u00f2 suscitare, nella libert\u00e0 umana di rispondere, un cambiamento radicale di tutta l\u2019esistenza. La Bibbia non lo presenta come l\u2019atto di un momento, ma come un processo ininterrotto. Continuamente, attraverso i profeti, Dio chiama Israele alla conversione. Un invito rinnovato da Giovanni Battista:<\/p>\n<p><em>\u00abConvertitevi, perch\u00e9 il regno dei cieli \u00e8 vicino\u00bb<\/em> (Mt 3,2)<\/p>\n<p>e ripreso tale e quale da Ges\u00f9 (cfr. Mt 4,17). Nel greco del Nuovo Testamento il vocabolo \u00e8 <em>met\u00e1noia<\/em>, che sta a indicare un cambiamento di pensiero e di mentalit\u00e0, ma anche un atteggiamento penitenziale (cfr. Mt 3,8). Nella liturgia latina, l\u2019invito alla conversione viene rinnovato ogni anno al principio della Quaresima, segno che \u00e8 esigenza di tutta la vita cristiana, come avevano intuito padri della chiesa quali Origene e Gregorio di Nissa. La nascita dell\u2019uomo nuovo secondo il Vangelo, \u00e8 una gestazione che prosegue fino a quando dura il nostro pellegrinaggio ed \u00e8 sul significato che la conversione ha per noi oggi che ho voluto meditare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Don Michele Aramini \u2013 La conversione del cristiano e della chiesa Il cristiano deve convertire gli altri, oppure se stesso? \u00a0\u00a0Di Christian Albini L\u2019identit\u00e0 \u00e8 sapere chi sono io e che cosa mi distingue dagli altri. 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