{"id":372,"date":"2017-09-06T09:44:00","date_gmt":"2017-09-06T07:44:00","guid":{"rendered":"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/2017\/09\/06\/oggi-vale-ancora-cerco-luomo-di-paolo-caccia-la-prealpina-24-07-2017\/"},"modified":"2023-05-09T12:46:23","modified_gmt":"2023-05-09T10:46:23","slug":"oggi-vale-ancora-cerco-luomo-di-paolo-caccia-la-prealpina-24-07-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/2017\/09\/06\/oggi-vale-ancora-cerco-luomo-di-paolo-caccia-la-prealpina-24-07-2017\/","title":{"rendered":"Oggi vale ancora: \u00abCerco l\u2019uomo!\u00bb di Paolo Caccia (La Prealpina 24\/07\/2017)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><strong>Oggi vale ancora: \u00abCerco l\u2019uomo!\u00bb<\/strong><br \/>\ndi Paolo Caccia<\/p>\n<p>Testo pubblicato su &#8220;La Prealpina 24\/07\/2017&#8221;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/lombardia.ucid.it\/bustoarsizio\/2017\/09\/06\/oggi-vale-ancora-cerco-luomo-di-paolo-caccia-la-prealpina-24072017\/antonio-zanchi-diogenem\/\" rel=\"attachment wp-att-1115\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1115\" src=\"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/05\/Antonio-Zanchi-DiogeneM-271x300.jpg\" alt=\"\" width=\"271\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Siamo ancora una volta la societ\u00e0 delle tre scimmiette?<br \/>\nIn tv noi vediamo tutto: la morte in diretta, la donna manager e sexy, come si cucina un piatto pieno di cose belle e colorate da vedere, la partita del cuore, le notizie di violenze sessuali e stupri, automobili da sogno o da brivido, la politica come folclore&#8230;<br \/>\nMa non abbiamo, dentro di noi, il sentimento della morte, non sentiamo il profumo di una donna, ma solo la frustrazione di non averla, non sentiamo il sapore del cibo, ma solo l\u2019invidia del cibo, che l\u2019altro ha, ci arrabbiamo per una frazione di secondo del goal della squadra del cuore, inorridiamo della violenza alle ragazze, ma ci mangiamo sopra i popcorn, vediamo scorrere la politica dei gossip, nello sbattere in piazza il mostro che poi magari non sar\u00e0 (chi se ne frega) da parte di qualche potere istituzionale, urlando su veline velenose, passate sottobanco, ma senza discutere i problemi reali.<br \/>\nVediamo tutto ma non sentiamo nulla, il telecomando ci trascina dal sesso, alla morte, ai soldi senza emotivit\u00e0 e razionalit\u00e0. Tutto ci\u00f2 aumenta l\u2019egocentrismo e l\u2019invidia come una malattia sottocutanea, latente che esplode quando non lo pensi. Noi beviamo di tutto il virtuale che ci avvolge, facendo la boccaccia disgustata per aver bevuto una cosa amara, ma poi quando parliamo e discutiamo non possiamo non fare a meno di dire: l\u2019ha detto la tv, lo compro perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la pubblicit\u00e0 in tv; diventi tuttologo quando tu vedi la pagliuzza nell\u2019occhio del tuo vicino, facendola diventare trave, ma sapendo che la trave \u00e8 del tuo occhio.<br \/>\nLa televisione non inventa il nuovo, rassicura, ti inchioda alla sedia, non ti rende interattivo, ma ti costruisce una forma mentale assorbente senza riflessione.<br \/>\nTutto questo non avviene solo a Varese, in Italia ma nel mondo, cio\u00e8 in un mondo globale come lo codific\u00f2 McLuhan nel suo libro \u201cVillaggio Globale\u201dabolendo cos\u00ec limiti di spazio di tempo e di etnia.<br \/>\nMa con l\u2019avvento delle applicazioni su internet, di mezzi veloci di trasmissione, il mondo si \u00e8 unificato, e ha nello stesso momento diviso tutto sui particolari, sulla propria patria o sulle religioni, creando una schizofrenia tra la globalit\u00e0 ed il particolare tanto sviluppato da Machiavelli.<br \/>\nTutto ci\u00f2 che ci circonda ci diventa indifferente sul piano delle vere percezioni, sia come attori che spettatori.<br \/>\nTrovi questa indifferenza in molti dipendenti negli uffici pubblici (esclusi i pochi educati e gentili operatori), ove sei considerato un numero ed un fastidio che disturba la loro giornata.<br \/>\nLa trovi nelle code, anche quando vai a divertirti o per futilit\u00e0, ti superano nella fila pur arrivare primi.<br \/>\nCi si mette a discutere di omicidi e rapimenti senza emotivit\u00e0 o solo per mostrare che sei aggiornato. Trovi superficialit\u00e0 anche nell\u2019amore che si consuma in uno spazio di una settimana, come se fosse un bacio di cioccolato.<br \/>\nIl distacco dal reale diventa sempre pi\u00f9 forte e la finzione \u00e8 generalizzata, diventa realt\u00e0.<br \/>\nIn questa analisi incominci a capire perch\u00e9 gli anziani, uomini che vivono il periodo delll\u2019adultit\u00e0, sono costernati ed increduli; i 40\/50 enni bloccano con forza l\u2019avanzamento dei giovani, per paura del domani percepito come salto nel vuoto; i giovani non si integrano con gli adolescenti perch\u00e9 superati dalle nuove tecnologie quotidiane che li rendono onnipotenti; tutti pensano che il proprio mondo ed il proprio modus vivendi sia quello giusto e che gli altri non abbiano le cognizioni per capire loro e la loro esistenza.<br \/>\nForse bisogna ripensare ai valori: corretti rapporti interpersonali, al rispetto dell\u2019altro ad una giustizia- giusta con la G maiuscola. Non \u00e8 nostalgia (meditiamo sugli ultimi rapimenti e uccisioni di donne, giovani o coniugi) ma \u00e8 urgente bisogno, per una societ\u00e0 senza direzione, ritrovare nella famiglia, interattiva e vivace, il luogo del dialogo e della sicurezza e della formazione. Bisogna rivestire di nuovo l\u2019uomo dei valori antichi, sempre attuali, della sua natura migliore, i quali non sono relativi alla contingenza ma all\u2019uomo integrale di Maritain. Siccome ci sembra ormai di capire che il relativismo \u00e8 la linea di tendenza della societ\u00e0, vorrei ricordare una voce fuori dal coro (stonato del momento), anche se antica, di Cicerone che scriveva: \u201cNessuno \u00e8 tanto vecchio da non sperare di vivere ancora un anno, n\u00e9 alcuno \u00e8 tanto giovane da essere sicuro di vivere ancora un giorno\u201d.<br \/>\nNoi possiamo solo far finta di non vedere, ma il tutto \u00e8 dinamico e continuo e corre anche con i nostri occhi chiusi, spetta noi aprirli e scegliere con almeno buon senso, per vivere gli eventi e non farsi trascinare da essi. Diogene, molti secoli fa, al di l\u00e0 di alcune sue stravaganze, cercava l\u2019uomo vero. Una volta usc\u00ec con una lanterna di giorno, e, alla domanda su che cosa stesse facendo, rispose: &#8220;Cerco l&#8217;uomo!&#8221;, non intendendo con questo per\u00f2 &#8220;un uomo onesto&#8221;, come pensano alcuni, in quanto l&#8217;onest\u00e0 non era certo, come invece oggi, una delle pi\u00f9 pregnanti esigenze civili del mondo greco del quarto secolo a.C. Egli invece cercava qualcuno che avesse le qualit\u00e0 dell\u2019uomo naturale (Diogene) voleva significare appunto questo: cerco l&#8217;uomo che vive secondo la sua pi\u00f9 autentica natura, cerco l&#8217;uomo che, al di l\u00e0 di tutte le esteriorit\u00e0, le convenzioni o le regole imposte dalla societ\u00e0 e aldil\u00e0 dello stesso capriccio della sorte e della fortuna, ritrova la sua genuina natura, vive conformemente ad essa e cos\u00ec \u00e8 felice.<\/p>\n<p>Paolo Caccia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi vale ancora: \u00abCerco l\u2019uomo!\u00bb di Paolo Caccia Testo pubblicato su &#8220;La Prealpina 24\/07\/2017&#8221; Siamo ancora una volta la societ\u00e0 delle tre scimmiette? 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