{"id":341,"date":"2017-07-03T10:03:36","date_gmt":"2017-07-03T08:03:36","guid":{"rendered":"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/2017\/07\/03\/5-luglio-2017-welfare-tra-intervento-pubblico-e-iniziativa-privata\/"},"modified":"2023-05-09T12:46:10","modified_gmt":"2023-05-09T10:46:10","slug":"5-luglio-2017-welfare-tra-intervento-pubblico-e-iniziativa-privata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/2017\/07\/03\/5-luglio-2017-welfare-tra-intervento-pubblico-e-iniziativa-privata\/","title":{"rendered":"5 Luglio 2017 &#8211; Welfare, tra intervento pubblico e iniziativa privata"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0\u00a0\u201cWelfare, tra intervento pubblico e i<a href=\"http:\/\/lombardia.ucid.it\/bustoarsizio\/2017\/07\/03\/5-luglio-2017-welfare-tra-intervento-pubblico-e-iniziativa-privata\/luca-pesenti\/\" rel=\"attachment wp-att-1047\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1047\" src=\"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/05\/Luca-Pesenti-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a>niziativa privata\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>Relatore: \u00a0<\/em><strong><em><u>Prof. Luca Pesenti<\/u><\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luca Pesenti \u00e8 un sociologo e insegna \u201cSoggetti, regole e strumenti del welfare\u201d e \u201cSistemi di welfare comparati\u201d nella Facolt\u00e0 di Scienze Politiche e Sociali dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica. Dopo un decennio di studi e analisi sulla riforma (im)possibile del welfare pubblico, negli ultimi anni ha orientato le proprie analisi sul crescente ruolo dei soggetti privati (profit e non profit) nella risposta ai bisogni delle persone. E con alcuni di questi soggetti ha costruito nel tempo solidi rapporti di collaborazione. Si occupa soprattutto di comprendere le dinamiche di sviluppo del welfare dentro le relazioni industriali, e da qui nasce il suo libro pi\u00f9 recente: \u201cIl welfare in azienda. Imprese smart e benessere dei lavoratori\u201d, edito da Vita e Pensiero.<\/p>\n<p><strong>\u201cTo share\u201d: perch\u00e9 condividere \u00e8 il verbo giusto quando si parla di piccola e media impresa<\/strong><\/p>\n<p>Tutti ne parlano, ma pochi lo fanno davvero. Soprattutto tra i Piccoli. Il <a href=\"http:\/\/www.centodieci.it\/2015\/09\/ricominciate-a-salutare-i-vicini-e-ad-aiutarvi-a-vicenda-litalia-e-esempio-mondiale-di-welfare-di-prossimita\/\"><strong>welfare in azienda<\/strong><\/a> \u00e8 questo: qualcosa di pi\u00f9 di una moda, sicuramente, ma a conti fatti i numeri sono ancora <strong>relativamente piccoli<\/strong>. Su oltre 300mila PMI attive nel nostro Paese (escludendo dunque l\u2019esercito dei 6 milioni di micro imprese), le stime ci dicono che quelle attive sul tema sono meno del 2%. Una goccia nel mare.<\/p>\n<p>Proprio il <strong>piccolo imprenditore<\/strong> sembra essere tagliato fuori da questa \u201crivoluzione gentile\u201d con al centro le strategie di impresa per il governo delle risorse umane. Realisticamente possiamo pensare che non abbia molto tempo per occuparsene. \u00c8 abituato a far quadrare i conti, a <strong>portare a casa il proprio business quotidiano<\/strong>. Eppure, a conti fatti farebbe bene ad approfondire l\u2019argomento, perch\u00e9 il <strong>benessere dei lavoratori<\/strong> rappresenta un elemento centrale per l\u2019impresa del futuro. Con un\u2019avvertenza: da soli \u00e8 maledettamente difficile raggiungere l\u2019obiettivo. Bisogna <strong>fare squadra<\/strong>, mettersi insieme, creare connessioni virtuose. \u00c8 tempo di <a href=\"http:\/\/www.centodieci.it\/2016\/11\/auting-car-sharing-privati\/\"><strong><em>sharing welfare<\/em><\/strong><\/a>, insomma.<\/p>\n<p>Ma restiamo sulla domanda pi\u00f9 importante: <strong>perch\u00e9 i Piccoli fanno cos\u00ec fatica a cogliere l\u2019occasione del welfare in azienda?<\/strong> Le novit\u00e0 di legge avviate con la Legge di Stabilit\u00e0 2016 e proseguite con la pi\u00f9 recente Legge di Bilancio hanno in fondo rimosso i vincoli che avevano confinato i Piani di welfare nelle aziende di grandi dimensioni: multinazionali, banche, farmaceutiche. Resta per\u00f2 la necessit\u00e0 di un\u2019organizzazione non banale del servizio, ma anche il costo di avviamento nel caso in cui si voglia acquistare il pacchetto completo da un provider di servizi. Ancora, mentre la legge garantisce un vantaggio fiscale ampio soprattutto l\u00e0 dove si innesta il Piano di welfare dentro un contratto aziendale, i Piccoli per definizione non hanno neppure i sindacati dentro le mura dell\u2019impresa, e dunque non c\u2019\u00e8 nessun accordo da siglare, <strong>nessun premio di risultato da poter convertire in welfare.<\/strong><\/p>\n<p>Dunque, <strong>il Piccolo imprenditore cosa pu\u00f2 fare?<\/strong> L\u2019abbiamo detto: non deve stare da solo. Facile a dirsi, molto pi\u00f9 difficile a farsi: anche perch\u00e9, lo sappiamo, <strong>il piccolo capitano d\u2019impresa tende per definizione a fare da s\u00e9<\/strong>, \u00e8 lo spirito del capitalismo tipico delle nostre terre d\u2019impresa. Tutto vero: eppure alcuni hanno cominciato a capire che <strong><em>to share<\/em> \u00e8 il verbo giusto<\/strong> per stare su un mercato sempre pi\u00f9 competitivo e pieno di insidie.<\/p>\n<p>Proviamo allora a guadare fuori dai recinti della solitudine imprenditoriale. Le reti, o meglio <strong>i <em>cluster<\/em> di imprese<\/strong>, cominciano a nascere qua e l\u00e0. Tra le reti spontanee e autonome, il caso pi\u00f9 noto \u00e8 <em>Giunca<\/em>, nata nel profondo Nord (Tradate, nel Varesotto) con l\u2019obiettivo anticiclico di un aumento di competitivit\u00e0 per ciascuna della dozzina di aziende, prevalentemente del settore chimico, coinvolte in un momento di crisi. L\u2019Unione Industriali ha fatto da facilitatore e ha aiutato a trovare gli strumenti: ne \u00e8 nato un <strong>sistema di convenzioni<\/strong> a beneficio di tutti i dipendenti. Nel 2015 \u00e8 invece nata a Brescia la rete <em>Welstep<\/em>, che ha messo insieme 13 imprese del settore metalmeccanico di dimensioni variabili (dai 216 dipendenti delle Rubinetterie Bresciane fino a piccole imprese sotto i 10 dipendenti), per un totale di 2.300 dipendenti. La rete si avvale di un portale che abilita alla scelta di tre tipi di benefit (a convenzione, a rimborso, di svago), i dipendenti scelgono e si impegnano a tenere basso (sotto il 3%) il tasso d\u2019assenteismo.<\/p>\n<p>Poi ci sono i servizi di welfare messi a disposizioni dalle Associazioni datoriali, tra cui la pi\u00f9 attiva \u00e8 Confindustria con un servizio nazionale che agevola la nascita di reti (RetImpresa), e un <strong>crescente attivismo di molte sedi territoriali<\/strong> (prevalentemente al Nord) che propongono pacchetti di welfare e servizi consulenziali di supporto per i propri associati. E se proprio si fa fatica a mettersi insieme ad altri, c\u2019\u00e8 un\u2019ultima possibilit\u00e0 per le PMI: approfittare dell\u2019accordo sottoscritto nel 2016 da Confindustria e i sindacati, finalizzato a permettere anche alle piccole imprese di introdurre il premio di risultato (convertibile in welfare) collegato a obiettivi di produttivit\u00e0 aderendo a un accordo territoriale preesistente.<\/p>\n<p><strong>Funzioneranno queste strade per il welfare aziendale in condivisione?<\/strong> Siamo solo agli inizi, lo vedremo nei prossimi anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u00a0\u00a0\u201cWelfare, tra intervento pubblico e iniziativa privata\u201d Relatore: \u00a0Prof. Luca Pesenti &nbsp; Luca Pesenti \u00e8 un sociologo e insegna \u201cSoggetti, regole e strumenti del welfare\u201d e \u201cSistemi di welfare comparati\u201d nella Facolt\u00e0 di Scienze Politiche e Sociali dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica. 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