{"id":307,"date":"2016-11-09T15:34:43","date_gmt":"2016-11-09T14:34:43","guid":{"rendered":"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/2016\/11\/09\/12-ottobre-2016-s-e-cardinal-renato-conti-amoris-laetitia-riflessioni-su-alcuni-temi-importanti\/"},"modified":"2023-05-09T12:46:00","modified_gmt":"2023-05-09T10:46:00","slug":"12-ottobre-2016-s-e-cardinal-renato-conti-amoris-laetitia-riflessioni-su-alcuni-temi-importanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/2016\/11\/09\/12-ottobre-2016-s-e-cardinal-renato-conti-amoris-laetitia-riflessioni-su-alcuni-temi-importanti\/","title":{"rendered":"12 Ottobre 2016 &#8211; S.E. Cardinal Renato Conti &#8211; AMORIS LAETITIA &#8211; riflessioni su Alcuni temi importanti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/lombardia.ucid.it\/bustoarsizio\/2016\/09\/25\/lettera-alla-nostra-sezione-ucid-di-s-e-mons-renato-corti-vescovo-emerito-di-novara\/img_1190-2\/\" rel=\"attachment wp-att-934\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-934 aligncenter\" src=\"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/05\/IMG_1190-2-300x200.jpg\" alt=\"IMG_1190\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>S.E. Cardinal Renato Corti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u201cAMORIS LAETITIA\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Alcuni temi importanti<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>Busto Arsizio, UCID, <\/em>12 <em>ottobre 2016<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Saluto voi tutti e mi dedico volentieri a esprimere un commento al testo importante di Papa Francesco sulla famiglia. Egli vorrebbe farvi visita in casa. Bussa alla vostra porta e desidera entrarvi. Gradirebbe sedersi con voi e con voi discorrere di un capitolo fondamentale per la vita della Chiesa e dell&#8217;intera societ\u00e0: la famiglia. lo ne sar\u00f2, in qualche modo, il portavoce. Attinger\u00f2, senza la pretesa di completezza, da qualche passaggio della Esortazione apostolica Amoris laetitia. Dopo qualche osservazione introduttiva, mi concentrer\u00f2 su alcune questioni rilevanti. In chiusura esprimer\u00f2 un duplice augurio.<\/p>\n<p>Ricordo anzitutto quanto disse in apertura della prima sessione del Sinodo dei Vescovi dedicato alla realt\u00e0 della famiglia. Egli si \u00e8 dimostrato coraggioso, non impaurito o preliminarmente sulla difensiva. Ha suggerito: primo, ciascuno intervenga in Assemblea (costituita da oltre 300persone provenienti da tutte le nazioni del mondo nelle quali esiste la Chiesa cattolica e vi \u00e8 un episcopato), dicendo con sincerit\u00e0 quello che pensa e ritiene importante per considerare &#8220;preoccupazioni e domande&#8221; nelle famiglie del mondo; secondo, ciascun Vescovo (e altri invitati al Sinodo) ascolti con grande attenzione gli interventi degli altri fratelli: tutti possono imparare da tutti; terzo, si lasci al Papa di dire la parola conclusiva come successore di Pietro.<\/p>\n<p>Nella Esortazione apostolica del 19 marzo 2016 scrive che le due sessioni del Sinodo gli hanno offerto &#8220;un prezioso poliedro&#8221; per la sua sintesi, comprendente ulteriori &#8220;considerazioni che possano orientare la riflessione, il dialogo, la prassi pastorale&#8221; (n. 4).<\/p>\n<p>Il metodo \u00e8 quello della &#8220;revisione di vita&#8221;, che comprende tre momenti: vedere, giudicare, agire. Sono dei verbi importanti anche al vostro livello professionale, e cio\u00e8 quanto al modo di affrontare le vostre responsabilit\u00e0 imprenditoriali. L&#8217;uso che se ne fa a livello ecclesiale, compreso questo documento pontificio, mi fa pensare a alle indicazioni di metodo fatte proprie da una grande associazione cattolica nata nella seconda met\u00e0 del secolo XIX e largamente presente in Italia (ma non solo) fino agli anni &#8217;60-&#8217;70: l&#8217;Azione Cattolica. Esemplare, a questo riguardo (soprattutto in Belgio, Lussemburgo, Francia) la &#8220;Jeunesse ouvri\u00e8re chr\u00e9tienne&#8221;: gruppi di giovani lavoratori affrontavano momenti di riflessione su un determinato problema seguendo la pista qualificata dai verbi che ho ricordato. Il primo chiede la precisazione dei dati di fatto importanti per essere aderenti alla realt\u00e0; il secondo chiede che si interroghi il Vangelo come criterio di fondo e originale per un gruppo di cristiani che riconosce in Ges\u00f9 il Maestro dentro il contesto delle responsabilit\u00e0 quotidiane: &#8220;Lampada ai miei passi \u00e8 la tua Parola, luce sul mio cammino&#8221;; il terzo verbo chiede una decisione concreta personale e di gruppo sul capitolo all&#8217;ordine del giorno.<\/p>\n<p>L&#8217;Es. ap. si dedica al &#8220;vedere&#8221;, in maniera indiretta, lungo l&#8217;intero documento e, in maniera esplicita, nel capitolo secondo: &#8220;La realt\u00e0 e le sfide della famiglia&#8221;.<\/p>\n<p>Quanto al &#8220;giudicare&#8221;, trova spazio gi\u00e0 nel capitolo primo: &#8220;Alla luce della Parola&#8221;, commentando un breve salmo biblico; e inoltre, nel capitolo terzo: &#8220;lo sguardo rivolto a Ges\u00f9 <em>(la vocazione della famiglia)&#8221;; <\/em>nella prima parte del capitolo quarto dove si commenta 1Corinti 13, detto &#8220;inno alla carit\u00e0&#8221;; nel breve capitolo nono: &#8220;Spiritualit\u00e0 coniugale e familiare&#8221;.<\/p>\n<p>Quanto ali &#8216;&#8221; <em>agire&#8221;, <\/em>se ne parla nel capitolo quarto, seconda parte, su &#8220;L&#8217;amore nel matrimonio&#8221;; nel capitolo quinto su &#8220;L&#8217;amore che diventa fecondo&#8221;; nel capitolo sesto su &#8220;Alcune prospettive pastorali&#8221;, offerte alle nostre parrocchie e ai sacerdoti nell&#8217; esercizio del loro ministero: &#8220;annunciare il Vangelo della famiglia oggi; (guidare i fidanzati nel cammino di preparazione al matrimonio; accompagnare nei primi anni della vita matrimoniale; rischiarare crisi, angosce e difficolt\u00e0; quando la morte pianta il suo pungiglione); nel capitolo settimo su &#8220;Rafforzare l&#8217;educazione dei figli&#8221;; nel capitolo ottavo su &#8220;Accompagnare, discernere e integrare la fragilit\u00e0&#8221; (con particolare rilevanza data alla richiesta di discernimento.<\/p>\n<p>L&#8217;Es. ap. \u00e8 da leggere tenendo conto che \u00e8 firmata da un Papa non europeo: \u00e8 il primo Papa latino-americano; \u00e8 il primo Papa &#8216;figlio&#8217; (non &#8216;padre&#8217;) del Concilio Vaticano Il. Egli \u00e8 persuaso che &#8220;nella Chiesa \u00e8 necessaria una unit\u00e0 di dottrina e di prassi, ma ci\u00f2 non impedisce che esistano diversi modi di interpretare alcuni aspetti della dottrina e alcune conseguenze che da essa derivano&#8221;. Aggiunge che &#8220;in ogni Paese o Regione si possono cercare soluzioni pi\u00f9 incultura te, attente alle tradizioni e alle sfide locali&#8221; (n. 5).<\/p>\n<p>Non \u00e8 una novit\u00e0. Se ne parla con ampiezza nella Costituzione pastorale, <em>Gaudium et spes <\/em>al n. 44. il Concilio mette in evidenza che &#8220;la Chiesa ha particolarmente bisogno di coloro che, vivendo nel mondo, sono esperti delle varie istituzioni e discipline, e ne capiscono la mentalit\u00e0, si tratti di credenti o non credenti. Pastori e teologi, con l&#8217;aiuto dello Spirito Santo, devono ascoltare attentamente, discernere e interpretare i vari modi di parlare del nostro tempo e di saperli giudicare alla luce della Parola di Dio, perch\u00e9 la verit\u00e0 rivelata sia capita sempre pi\u00f9 a fondo, sia meglio compresa e possa essere presentata in forma pi\u00f9 adatta&#8221; (n. 44\/1461).<\/p>\n<p>Il medesimo tema venne affrontato nel 1990 da Giovanni Paolo II nell&#8217;Enciclica Redemptoris missio. Si rivolge ai Vescovi e si affida ai missionari, i quali&#8221; devono inserirsi nel mondo socio-culturale di coloro ai quali sono mandati superando i condizionamenti del proprio ambiente di origine. Non si tratta certo di rinnegare la propria identit\u00e0 culturale, ma di comprendere, apprezzare, promuovere ed evangelizzare quella dell&#8217; ambiente in cui operano e, quindi mettersi in grado di comunicare realmente con esso, assumendo uno stile di vita che sia segno della testimonianza evangelica e della solidariet\u00e0 con la gente&#8221; (n. 53\/1189-1190).<\/p>\n<p>L&#8217;Es. ap. Amoris Laetitia riprende queste osservazioni &#8211; importanti e delicate \u2013 di carattere generale come significative anche per il capitolo specifico della famiglia. il Papa intende l&#8217;insieme del documento &#8220;come una proposta per le famiglie cristiane, che le stimoli a stimare i doni del matrimonio e della famiglia, e a mantenere un amore forte e pieno di valori quali la generosit\u00e0, l&#8217;impegno, la fedelt\u00e0 e la pazienza&#8221;. Lo intende anche come &#8220;incoraggiamento per tutti ad essere segni di misericordia e di vicinanza l\u00ec dove la vita familiare non si realizza perfettamente o non si svolge con pace e gioia&#8221; (n. 5).<\/p>\n<p><strong>&#8220;L&#8217;AMORE NEL TEMPO&#8221; (Es. ap. cap., IV)<\/strong><\/p>\n<p>Ho trovato particolarmente stimolanti le pagine dedicate alla trasformazione dell&#8217;amore nelle varie stagioni della vita. Scrive dunque Papa Francesco: &#8220;Il prolungarsi della vita fa s\u00ec che si verifichi qualcosa che non era comune in altri tempi: la relazione intima e la reciproca appartenenza devono conservarsi per quattro, cinque o sei decenni, e questo comporta la necessit\u00e0 di ritornare a scegliersi a pi\u00f9 riprese. &#8220;Forse il coniuge non \u00e8 pi\u00f9 attratto da un desiderio sessuale intenso che lo muova verso l&#8217;altra persona, per\u00f2 sente il piacere di appartenerle e che essa gli appartenga, di sapere che non \u00e8 solo, di aver un &#8220;complice&#8221; che conosce tutto della sua vita e della sua storia e che condivide tutto. \u00c8 il compagno nel cammino della vita con cui si possono affrontare le difficolt\u00e0 e godere le cose belle. Anche questo genera una soddisfazione che accompagna il desiderio proprio dell&#8217;amore coniugale.<\/p>\n<p>&#8220;Non possiamo prometterei di avere gli stessi sentimenti per tutta la vita. Ma possiamo certamente avere un progetto comune stabile, impegnarci ad amarci e a vivere uniti finch\u00e9 la morte non ci separi, e vivere sempre una ricca intimit\u00e0. L&#8217;amore che ci promettiamo supera ogni emozione, sentimento o stato d&#8217;animo, sebbene possa includerli.<\/p>\n<p>\u00c8 un voler bene pi\u00f9 profondo, con una decisione del cuore che coinvolge tutta l&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>&#8220;Cos\u00ec, in mezzo ad un conflitto non risolto, e bench\u00e9 molti sentimenti confusi si aggirino nel cuore, si mantiene viva ogni giorno la decisione di amare, di appartenersi, di condividere la vita intera e di continuare ad amarsi e perdonarsi. Ciascuno dei due compie un cammino di crescita e di cambiamento personale. Nel corso di tale cammino, l&#8217;amore celebra ogni passo e ogni nuova tappa&#8221; (n. 163).<\/p>\n<p>&#8220;Si tratta dunque &#8220;del cammino di costruirsi giorno per giorno. Ma nulla di questo \u00e8 possibile se non si invoca lo Spirito Santo, se non si grida ogni giorno chiedendo la sua grazia, se non si cerca la sua forza soprannaturale, se non gli si richiede ansiosamente che effonda il suo fuoco sopra il nostro amore per rafforzarlo, orientarlo e trasformarlo in ogni nuova situazione&#8221; (164).<\/p>\n<p><strong>NON TEMERE DI ANDARE CONTRO CORRENTE (Es. ap., cap. II)<\/strong><\/p>\n<p>Si ricordano poi &#8220;luci e ombre, mentre \u00e8 in atto un cambiamento antropologico-culturale che influenza tutti gli aspetti della vita&#8221;. In maniera particolare siamo invitati a considerare &#8220;l&#8217;individualismo esasperato che snatura i legami familiari e finisce per considerare ogni componente della famiglia come un&#8217;isola&#8221; (cfr nn. 33-34).<\/p>\n<p>Non ci deve sfuggire l&#8217;osservazione di fondo a cui qui si allude: &#8220;Come cristiani non possiamo rinunciare a proporre il matrimonio allo scopo di non contraddire la sensibilit\u00e0 attuale, per essere alla moda o per sentimento di inferiorit\u00e0 di fronte al degrado morale e umano&#8221;. Ma ci\u00f2 non basta: &#8220;Fermarsi a una denuncia retorica dei mali attuali \u00e8 illusorio; &#8220;neppure servirebbe pretendere di &#8220;imporre norme con la forza dell&#8217;autorit\u00e0&#8221;. Ci \u00e8 chiesto uno sforzo pi\u00f9 responsabile e generoso, che consiste nel presentare &#8220;le ragioni e le motivazioni&#8221; per optare in favore del matrimonio e della famiglia. Ai nn. 37-38 si offrono delle precisazioni, sia in senso autocritico che in senso positivo, a proposito della Chiesa.<\/p>\n<p><em>Autocritica:<\/em> fine unitivo rimasto in ombra; scarso accompagnamento dei giovani sposi; maggiore attenzione a orari, linguaggi, preoccupazioni concrete dei giovani sposi; astrattezza nel presentare l&#8217;ideale teologico del matrimonio e poco riferimento alla risorsa della grazia divina; difficolt\u00e0 a presentare il matrimonio come un cammino dinamico di crescita e realizzazione e non come un peso da sopportare per tutta la vita; errato approccio alla coscienza di ognuno: si tratta di formarla, non di sostituirla.<\/p>\n<p><em>Aspetti positivi:<\/em> gratitudine verso la Chiesa per l&#8217;offerta di spazi di accompagnamento; per la forza della grazia che si incontra nei sacramenti, in particolare quello del Matrimonio (confronta, per esempio il n. 213): si \u00e8 veramente aiutati ad affrontare le sfide; per la testimonianza offerta da coniugi che portano avanti un progetto comune e conservano vivo l&#8217;affetto.<\/p>\n<p><strong>\u201cRAFFORZARE L&#8217;EDUCAZIONE DEI FIGLI\u201d (adolescenti e giovani; Es. ap., cap. VII)<\/strong><\/p>\n<p>Colpisce il primo sottotitolo. E&#8217; una domanda un po&#8217; cruda: &#8220;Dove sono i figli?&#8221;. E colpisce il fatto che si riferisca a coloro che organizzano il tempo libero dei giovani (cfr n. 260). Chiarisce che la risposta da dare alla domanda da lui posta non chiede ai genitori di essere&#8221; ossessivi&#8221;. Quello che occorre \u00e8 altro. Viene indicato con termini forse non immediatamente comprensibili. Afferma la necessit\u00e0 di &#8220;generare processi di maturazione della libert\u00e0, di crescita integrale, di autonomia autentica&#8221; (n. 261) e offre con ampiezza una descrizione del lavoro educativo. Ne riprendo qualche elemento.<\/p>\n<p>A questo riguardo, si ritiene fondamentale che i figli possano&#8221; credere che i propri genitori sono degni di fiducia (n.263). Si aggiunge che &#8220;la formazione morale dovrebbe realizzarsi sempre con metodi attivi e con un dialogo educativo che coinvolga la sensibilit\u00e0 e il linguaggio proprio dei figli&#8221; (n. 265). E ancora, che gi\u00e0 nella fanciullezza &#8220;\u00e8 necessario maturare delle abitudini&#8221;: esse &#8220;hanno una funzione positiva, permettendo che i grandi valori si traducano in comportamenti esterni sani e stabili&#8221;(n.266). Con realismo, si pone in evidenza che &#8220;la libert\u00e0 \u00e8 qualcosa di grandioso, ma possiamo perderla. L&#8217;educazione morale \u00e8 un coltivare la libert\u00e0 mediante proposte, motivazioni, applicazioni pratiche, stimoli, premi, esempi, modelli, riflessioni, esortazioni, revisioni del modo di agire e dialoghi che aiutino le persone a sviluppare quei princ\u00ecpi interiori stabili che possono muovere a compiere spontaneamente il bene&#8221; (n.267).<\/p>\n<p>Se nei tempi andati era normale la correzione, non cos\u00ec oggi. Ma non si cresce con le caramelle: &#8220;E&#8217; indispensabile sensibilizzare il bambino e l&#8217;adolescente affinch\u00e9 si renda conto che le cattive azioni hanno delle conseguenze&#8221; (n.268). &#8220;Un bambino corretto con amore si sente considerato, percepisce che \u00e8 qualcuno, avverte che i suoi genitori riconoscono le sue potenzialit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Viene citato l&#8217;apostolo Paolo: &#8220;Padri, non esasperate i vostri figli&#8221; (Ef 6,4; n. 269s) e si usano termini piuttosto esigenti nei confronti dei genitori: &#8220;La formazione etica a volte provoca disprezzo dovute a esperienze di abbandono, di delusione, di carenza affettiva, o ad una cattiva immagine dei genitori. Si proiettano sui valori etici le immagini distorte delle figure del padre e della madre, o le debolezze degli adulti&#8221; (n. 272).<\/p>\n<p>Il Papa non sottovaluta la rivoluzione digitale. Scrive che &#8220;nell&#8217;ambito familiare si pu\u00f2 anche imparare a discernere in modo critico i messaggi dei vari mezzi di comunicazione&#8221; (n.274). Segue un&#8217;osservazione meritevole di approfondimento sulla velocit\u00e0 digitale e quella dei vari ambiti di vita: &#8220;Compito importantissimo delle famiglie \u00e8 educare alla capacit\u00e0 di attendere. Non si tratta di proibire ai ragazzi di giocare con i dispositivi elettronici, ma di trovare il modo di generare in loro la capacit\u00e0 di differenziare le diverse logiche e di non applicare la velocit\u00e0 digitale a ogni ambito di vita&#8221;. Ha inoltre premura di dire con chiarezza che i mezzi elettronici &#8220;non sostituiscono la necessit\u00e0 del dialogo pi\u00f9 personale e profondo che richiede contatto fisico, o almeno, la voce dell&#8217;altra persona&#8221; (cfr nn. 274 &#8211; 278).<\/p>\n<p>Al n. 280 c&#8217;\u00e8 un altro sottotitolo al quale il Papa dedica ampio spazio: &#8220;S\u00ec all&#8217;educazione sessuale&#8221; Da notare quel &#8220;s\u00ec&#8221;, non casuale e, verrebbe da dire, coraggioso: Ma \u00e8 pure da avvertibile che ci\u00f2 di cui parla \u00e8 per lui anche motivo di preoccupazione circa il cammino degli adolescenti e dei giovani (cfr nn. 280 &#8211; 286).<\/p>\n<p>Chiede che venga offerta in maniera &#8220;positiva e prudente&#8221;; sottolinea il rischio di &#8220;banalizzare e impoverire la sessualit\u00e0&#8221; (n. 280); fa riferimento alla &#8220;pornografia senza controllo&#8221; e al &#8220;sovraccarico di stimoli che possono mutilare la sessualit\u00e0&#8221; (n. 281).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda gli educatori, afferma la necessit\u00e0 di &#8220;un nuovo e pi\u00f9 adeguato linguaggio, gi\u00e0 a cominciare dai bambini&#8221;. Apre una riflessione di grande peso sul valore del &#8220;pudore&#8221;, favorevole alla &#8220;interiorit\u00e0 della persona&#8221; (n. 282).<\/p>\n<p>Giudica negativo intendere e proporre la sessualit\u00e0 cercando di proteggersi nel senso del fare &#8220;sesso sicuro&#8221;. Questo sarebbe &#8220;narcisismo&#8221; che conduce a &#8220;giocare con il proprio corpo&#8221; e a utilizzare l&#8217;altro o l&#8217;altra come &#8220;oggetto&#8221; (n. 283).<\/p>\n<p>Papa Francesco invita, infine, a &#8220;non ingannare i giovani&#8221; e a proporre loro un &#8220;paziente apprendistato&#8221;. E lamenta: &#8220;Chi oggi parla di queste cose?&#8221; (n. 284).<\/p>\n<p><strong>\u201cSITUAZIONI DIFFICILI, DISCERNIMENTO ADEGUATO, SCELTE CONCRETE\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>(Es. ap., cap. VIII)<\/strong><\/p>\n<p>Riferendosi ai divorziati risposati si dice, come premessa, che occorre &#8220;un adeguato discernimento personale e pastorale&#8221;. Si notino i due aggettivi, ritenuti evidentemente complementari per un buon discernimento. Il primo dice l&#8217;importanza del coinvolgimento della coscienza degli interessati; il secondo afferma la necessit\u00e0 del confronto con i pastori. Vengono poi presi in esame due casi molto diversi.<\/p>\n<p>Una cosa &#8211; si dice &#8211; &#8220;\u00e8 una seconda unione consolidata nel tempo, con nuovi figli, con provata fedelt\u00e0, dedizione generosa, impegno cristiano, consapevolezza della irregolarit\u00e0 della propria situazione e grande difficolt\u00e0 a tornare indietro senza sentire in coscienza che si cadrebbe in nuove colpe&#8221;. O ancora, &#8220;il caso di quanti hanno fatto grandi sforzi per salvare il primo matrimonio e hanno subito un abbandono ingiusto, o quello di coloro che hanno contratto una seconda unione in vista dell&#8217;educazione dei figli, e talvolta sono soggettivamente certi in coscienza che il precedente matrimonio, irreparabilmente distrutto, non era mai stato valido. Altra cosa invece \u00e8 una nuova unione che viene da un recente divorzio &#8230; , o la situazione di qualcuno che ha ripetutamente mancato ai suoi impegni familiari&#8221;<\/p>\n<p>Si sottolinea che &#8220;il discernimento dei pastori deve sempre farsi distinguendo adeguatamente&#8221; i casi, consapevoli peraltro che non esistono semplici ricette&#8221; (n. 298). Questa notazione dice apertamente quanta saggezza sia richiesta ai presbiteri: una virt\u00f9 che non si improvvisa e che va costantemente coltivata obbedendo alle esigenze del ministero. Immaturit\u00e0 o superficialit\u00e0 o distrazione dicono sordit\u00e0 dove occorre un buon udito o cecit\u00e0 dove si \u00e8 chiamati a mettere bene a fuoco i problemi.<\/p>\n<p>Fatte le distinzioni necessarie, che succede? La proposta del Papa suona, seconda la mentalit\u00e0 largamente diffusa nelle nostre comunit\u00e0, come una novit\u00e0 difficile da accettare.<\/p>\n<p>Eccola: \u00abI battezzati che sono divorziati e risposati civilmente devono essere pi\u00f9 integrati nelle comunit\u00e0 cristiane nei diversi modi possibili, evitando ogni occasione di scandalo&#8221;. La strada \u00e8 chiaramente indicata. Sono evidenziate due cautele: &#8220;nei modi possibili&#8221; ed &#8220;evitando lo scandalo&#8221;. Quali sono i modi possibili? La risposta: &#8220;La loro partecipazione pu\u00f2 esprimersi in diversi servizi ecclesiali: occorre perci\u00f2 discernere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito liturgico, pastorale, educativo e istituzionale possano essere superate&#8221;.<\/p>\n<p>La risposta appare generica. Occorre un discernimento comunitario non facile da condurre per i tempi e i modi. Sarebbe pericoloso che ogni Parrocchia lo compisse per proprio conto. E&#8217; la Diocesi stessa il luogo giusto per arrivare a scelte anche nuove in maniera largamente condivisa per l&#8217;appoggio garantito dal Vescovo stesso.<\/p>\n<p>Ma vi \u00e8 qualcosa di molto rilevante da far conoscere ai membri della comunit\u00e0 cristiana e da fare primariamente intendere ai divorziati risposati: &#8220;Essi non solo non devono sentirsi scomunicati, ma possono vivere e maturare come membra vive della Chiesa, sentendola come una madre che li accoglie sempre, si prende cura di loro con affetto e li incoraggia nel cammino della vita e del Vangelo&#8221;.<\/p>\n<p>Si completa il quadro dicendo molto opportunamente: &#8220;Questa integrazione \u00e8 necessaria pure per la cura e l&#8217;educazione cristiana dei loro figli, che debbono essere considerati i pi\u00f9 importanti\u00bb (n. 299). Viene cos\u00ec in primo piano una motivazione che potrebbe sfuggire. In questione non sono soltanto gli adulti. Occorre pensare ai bambini. Le scelte dei genitori non devono pesare indebitamente su di loro. La vicinanza della Chiesa ai genitori comprende la scelta di una premura da esprimere nei confronti dei loro figli (cfr n. 399).<\/p>\n<p>Dunque, dice Papa Francesco, &#8220;\u00abin determinate circostanze le persone trovano grandi difficolt\u00e0 ad agire in modo diverso. [.. .]. Il discernimento pastorale, pur tenendo conto della coscienza rettamente formata delle persone, deve farsi carico di queste situazioni. Anche le conseguenze degli atti compiuti non sono necessariamente le stesse in tutti i casi\u00bb&#8221; (nn. 301-302).<\/p>\n<p>Il Papa non parla apertamente dell&#8217;Eucaristia, ma nella nota 336 (al n. 300) fa riferimento alla disciplina sacramentale dicendo che l&#8217;attenzione sopra ricordata \u00e8 necessaria anche su questo fronte &#8220;quando il discernimento pu\u00f2 riconoscere che in una situazione particolare non c&#8217;\u00e8 colpa grave&#8221; (cfr Evangelii gaudium, 44.47).<\/p>\n<p>E poi al n. 305, si legge: &#8220;A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, \u00e8 possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato &#8211; che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno &#8211; si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa crescere nella vita di grazia, ricevendo a tale scopo l&#8217;aiuto della Chiesa&#8221;.<\/p>\n<p>A questo punto troviamo una nota importante. \u00c8 la 351. Afferma che l&#8217;aiuto della Chiesa, potrebbe essere espresso, in certi casi, anche a livello dei Sacramenti. Di qui un duplice invito: i confessori si interpretino come &#8220;ministri della misericordia&#8221;; si ricordi sempre che l&#8217;Eucaristia, &#8220;non \u00e8 un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli&#8221; (cfr Evangelii gaudium, 47).<\/p>\n<p>Il Papa invita &#8220;i fedeli che stanno vivendo situazioni complesse ad accostarsi con fiducia a un colloquio con i loro pastori o con laici che vivono dediti al Signore. Non sempre troveranno in essi una conferma delle proprie idee e dei propri desideri, ma sicuramente riceveranno una luce che permetter\u00e0 loro di comprendere meglio quello che sta succedendo e potranno scoprire un cammino di maturazione personale&#8221;. E invita i pastori ad &#8220;ascoltare con affetto e serenit\u00e0, con il desiderio sincero di entrare nel cuore del dramma delle persone e di comprendere il loro punto di vista, per aiutarle a vivere meglio e a riconoscere il loro posto nella Chiesa&#8221; (n.312).<\/p>\n<p><strong>UN DUPLICE AUGURIO<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cAMARE SIGNIFICA RENDERSI AMABILI\u201d (Es. ap., cap. IV)<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;amabilit\u00e0 mette in evidenza che il linguaggio &#8220;dell&#8217; amore non opera in maniera rude, non agisce in modo scortese, non \u00e8 duro nel tratto. I suoi modi, le sue parole, i suoi gesti, sono gradevoli e non aspri o rigidi. L&#8217;amabilit\u00e0 detesta far soffrire gli altri&#8221;. Naturalmente ognuno deve fare i conti con se stesso, con il proprio carattere e anche con le circostanze che deve affrontare. A volte, sono molto urtanti e rendono difficile praticare l&#8217;amabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Proprio per questi ed altri motivi l&#8217;amabilit\u00e0 va coltivata giorno per giorno e dobbiamo mettere in conto che essa richiede premura lungo tutta la vita. Chiede, in modo speciale, &#8220;che si impari ad ascoltare, a parlare e in certi momenti a tacere\u00bb. D&#8217;altra parte &#8211; dice il Papa &#8211; &#8220;essere amabile non \u00e8 uno stile che un cristiano possa scegliere o rifiutare&#8221;. Non \u00e8 cos\u00ec perch\u00e9, in realt\u00e0, fa: &#8220;parte delle esigenze irrinunciabili dell&#8217;amore, perci\u00f2 \u00abogni essere umano \u00e8 tenuto ad essere affabile con quelli che lo circondano\u00bb&#8221;.<\/p>\n<p>Sappiamo bene, anche dalle cronache quotidiane, quanti esseri umani non godano affatto della bellezza dell&#8217;amabilit\u00e0 e conoscano invece le bastonate impietose di chi \u00e8 violento nei confronti sia del corpo che dell&#8217; anima, nei confronti di una singola persona o di un&#8217;intera famiglia per motivi politici, culturali o anche religiosi.<\/p>\n<p>Scavando nel tema, il Papa ci ricorda che &#8220;l&#8217;amore, quanto pi\u00f9 \u00e8 intimo e profondo, tanto pi\u00f9 esige il rispetto della libert\u00e0 e la capacit\u00e0 di attendere che l&#8217;altro apra la porta del suo cuore&#8221;. Mi pare poi vero che &#8220;&#8221;Uno sguardo amabile ci permette di non soffermarci molto sui limiti dell&#8217;altro&#8221; e di avere invece il desiderio di &#8220;unirei in unprogetto comune, anche se siamo differenti&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza infatti ci insegna che &#8220;L&#8217;amore amabile genera vincoli, coltiva legami e, andando anche oltre l&#8217;ambito della propria famiglia, &#8220;crea nuove reti d&#8217;integrazione, costruisce una solida trama sociale&#8221;, ad esempio nell&#8217;ambiente di lavoro. Al contrario, in &#8220;una persona antisociale&#8221;, che si mette al centro del mondo, &#8220;non c&#8217;\u00e8 spazio per l&#8217;amabilit\u00e0 dell&#8217;amore e del suo linguaggio&#8221; (n. 100).<\/p>\n<p><strong>L&#8217; \u201cHAGGADAH\u201d: LA FEDE CHE, IN FAMIGLIA, DIVENTA RACCONTO (Es. ap., cap. I)<\/strong><\/p>\n<p>Ho trovato bellissimo il primo capitolo (nn. 9-30). E&#8217; biblico dal principio alla fine. E&#8217; guidato dal Salmo 128 (1-6). E&#8217; utile notare i titoletti che ne indicano la trama:<\/p>\n<ul>\n<li>&#8220;Tu e la tua sposa&#8221;;<\/li>\n<li>&#8220;I tuoi figli come virgulto di olivo&#8221;;<\/li>\n<li>&#8220;Un sentiero di sofferenza e di sangue&#8221;;<\/li>\n<li>&#8220;La fatica delle tue mani&#8221;;<\/li>\n<li>&#8220;La tenerezza dell&#8217;abbraccio&#8221;.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Al n. 22 il Papa osserva che in questo breve capitolo &#8220;la Parola di Dio non si mostra come una sequenza di tesi astratte, bens\u00ec come una compagna di viaggio anche per le famiglie che sono in crisi o attraversano qualche dolore, e indica loro la meta del cammino, quando &#8216;Dio asciugher\u00e0 ogni lacrima dai loro occhi e non vi sar\u00e0 pi\u00f9 la morte n\u00e9 lutto n\u00e9 lamento n\u00e9 affanno&#8221; (Ap 21,4).<\/p>\n<p>Mi soffermo sulla parte dedicata ai figli (nn. 14-18).Si legge che &#8220;la famiglia \u00e8 il luogo dove i genitori diventano i primi maestri della fede dei loro figli&#8221;. Si aggiunge che si tratta di &#8220;un compito &#8216;artigianale&#8217;, da persona a persona&#8221; (n.16): termini che non dicono organizzazione, ma relazione diretta (cfr Es 13,14;Sal 148,12).E&#8217; ci\u00f2 che peraltro \u00e8 avvenuto nei primi secoli cristiani: la Chiesa era &#8216;domestica&#8217;. Nel libro degli Atti si ricorda la casa di Lidia, nella citt\u00e0 di Filippi. Questa donna, che aveva accolto il dono della fede ascoltando Paolo sulla riva del fiume, lo invita a casa sua. Paolo accetta (cfr At 16,14-15;cfr AL,15; cfr LG, 11\/314).).<\/p>\n<p>Risalendo all&#8217;Antico Testamento, Papa Francesco rievoca la &#8220;haggadah giudaica&#8221; Si tratta della &#8220;narrazione dialogica che accompagna il rito della cena pasquale. Un Salmo esalta l&#8217;annuncio familiare della fede: &#8216;Ci\u00f2 che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri ci hanno raccontato non lo terremo nascosto ai nostri figli, raccontando alla generazione futura le azioni gloriose e potenti del Signore e le meraviglie che egli ha compiuto'&#8221; (Sal 78,3-6;AL,16).<\/p>\n<p>Esperienza bellissima che suggerisce alle famiglie cristiane di oggi, in particolare ai genitori (aggiungerei anche i nonni), un compito analogo. Ecco la strada giusta da seguire da parte nostra. Essa viene sperimentata in varie parti del mondo dove i cristiani sono delle minoranze esigue che non dispongono di molti strumenti, ma trovano l&#8217;essenziale: la testimonianza offerta in famiglia, la partecipazione ai momenti pi\u00f9 significativi per la vita della comunit\u00e0. In questo modo la fede permane nel tempo, anzi nei secoli, di generazione in generazione, pure in mezzo a mille difficolt\u00e0. Il mio pensiero va, in particolare, alla Chiesa di Sarajevo (Bosnia Erzegovina) e al suo pastore, cardo Vinko Pulijc. Mi verrebbe da dire: sono pi\u00f9 avanti di noi!<\/p>\n<p><strong>SCAMBIO<\/strong><\/p>\n<p>Sarebbe bello, a questo punto, ascoltare il contributo di qualcuno dei presenti, soprattutto sui quattro aspetti brevemente illustrati nel mio intervento.<\/p>\n<p>&#8230; Segue ampio dibattito in sala<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>S.E. Cardinal Renato Corti \u201cAMORIS LAETITIA\u201d Alcuni temi importanti Busto Arsizio, UCID, 12 ottobre 2016 \u00a0Saluto voi tutti e mi dedico volentieri a esprimere un commento al testo importante di Papa Francesco sulla famiglia. Egli vorrebbe farvi visita in casa. Bussa alla vostra porta e desidera entrarvi. 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