{"id":188,"date":"2015-05-04T10:34:19","date_gmt":"2015-05-04T08:34:19","guid":{"rendered":"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/2015\/05\/04\/22-aprile-2015-la-centralita-delluomo-nelle-strutture-ospedaliere-percio-non-solo-bilanci-curare-e-farsi-curare\/"},"modified":"2023-05-09T12:45:21","modified_gmt":"2023-05-09T10:45:21","slug":"22-aprile-2015-la-centralita-delluomo-nelle-strutture-ospedaliere-percio-non-solo-bilanci-curare-e-farsi-curare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/2015\/05\/04\/22-aprile-2015-la-centralita-delluomo-nelle-strutture-ospedaliere-percio-non-solo-bilanci-curare-e-farsi-curare\/","title":{"rendered":"22 Aprile 2015 &#8211; La centralit\u00e0 dell\u2019uomo nelle strutture ospedaliere \u2013 perci\u00f2 non solo bilanci \u2013 curare e farsi curare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/05\/Immagine-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-688 aligncenter\" src=\"http:\/\/lombardia.ucid.it\/busto-arsizio\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/05\/Immagine-1-300x263.jpg\" alt=\"Immagine\" width=\"300\" height=\"263\" \/><\/a><\/p>\n<p>Relazione a cura del dr.\u00a0 Luca Malfanti Colombo<\/p>\n<p>Il giorno 22 aprile u.s., presso il noto ristorante \u201cIdea Verde\u201d di Olgiate Olona, \u00e8 stato organizzato dalla Sezione Bustese dell\u2019Associazione UCID un incontro dal seguente oggetto: \u201cLa centralit\u00e0 dell\u2019uomo nelle strutture ospedaliere \u2013 perci\u00f2 non solo bilanci \u2013 curare e farsi curare\u201d.<br \/>\nIl meeting ha previsto in particolare l\u2019intervento di due relatori d\u2019eccellenza: il dott. Dott. Armando Marco Gozzini, attuale Direttore Generale dell\u2019Azienda Ospedaliera \u2013 Ospedale di Circolo di Busto Arsizio, e Don Michele Aramini, docente di bioetica e consulente dell\u2019Universit\u00e0 LIUC di Castellanza.<br \/>\nIl Dott. Gozzini, nello specifico, ha aperto l\u2019incontro affrontando il tema della Sanit\u00e0 da un punto di vista storico \u2013 giuridico. Ovvero, partendo dagli albori del Sistema Sanitario Nazionale, il menzionato relatore ha svolto una rapida carrellata sulle strutture \u2013 tanto pubbliche quanto private \u2013 di cui questo si compone, tracciando altres\u00ec una linea ben definita sui principi giuridico \u2013 morali posti a cardine del \u201cpiano sanitario nazionale\u201d.<br \/>\nUn improvviso malore per\u00f2, fortunatamente scevro di gravi conseguenze, non ha consentito al dott. Gozzini la prosecuzione della propria interessante dissertazione. La serata \u00e8 stata cos\u00ec amabilmente condotta dal secondo relatore convocato: Don Michele Aramini. Quest\u2019ultimo ha affrontato l\u2019argomento \u201cSanit\u00e0\u201d scindendolo in un duplice ordine di tematiche: I) il rapporto tra medicina e uomo contemporaneo; II) l\u2019umanizzazione della medicina.<br \/>\nIl primo tema in particolare poggia sul problema della determinazione della modalit\u00e0 nonch\u00e9 della tipologia di avvicinamento del paziente alla realt\u00e0 medica. Partendo quindi dalla concezione pi\u00f9 arcaica \u2013 e ormai abbandonata \u2013 dell\u2019&lt;&lt;ospedale quale albergo di lusso&gt;&gt;, Don Aramini ha tentato di spiegare agli astanti come l\u2019attuale rapporto medico \u2013 paziente si basi in realt\u00e0 su un duplice concetto, ovvero quello di \u201calleanza terapeutica\u201d e di \u201crecupero della propria libert\u00e0\u201d. Da un modello paternalistico della medicina (medico = dominus del paziente) si \u00e8 quindi passati \u2013 grazie al suddetto binomio \u2013 ad una realt\u00e0 di dialogo tra dottore e malato. Una realt\u00e0 caratterizzata non solo dall\u2019intercorrere di un rapporto fiduciario tra i due soggetti ma anche dalla rivendicazione \u2013 da parte del paziente \u2013 della gestione della propria salute. Una realt\u00e0 questa che \u2013 come ha ben illustrato il citato relatore \u2013 risulta comunque presentare ancora oggi dei punti oscuri necessariamente da superare. Ad es. l\u2019impossibilit\u00e0 concreta, a volte, per i malati \u2013 causa la iper-specializzazione della medicina contemporanea (= una medicina sempre pi\u00f9 tecnica e di difficile comprensione per l&#8217;uomo qualunque) \u2013 di capire come effettivamente poter gestire la propria malattia. Una difficolt\u00e0, questa, aggravata oltretutto dal poco tempo che a volte il corpo medico dedica all\u2019ascolto dei propri pazienti. Un tempo che \u2013 secondo Don Aramini \u2013 deve essere invece necessariamente recuperato. Il tutto per evitare che venga abbandonato proprio quel rapporto fiduciario che \u2013 come detto \u2013 oggi pi\u00f9 che mai caratterizza e deve continuare a caratterizzare il binomio medico \u2013 paziente.<br \/>\nCirca il secondo tema trattato da Don Aramini (\u201cl\u2019umanizzazione della medicina\u201d), esso concerne invece l\u2019aspetto interiore al paziente. Ovvero, si tratta del come quest\u2019ultimo vive la propria malattia nonch\u00e9 dell\u2019incidenza (positiva piuttosto che negativa) sul paziente di coloro che \u2013 amici e\/o parenti \u2013 lo accompagnano nel proprio cammino di sofferenza. Don Aramini ha sotto questo profilo illustrato in particolare come l\u2019ammalato viva in una situazione di \u201cquasi sospensione della propria esistenza\u201d. E cio\u00e8 in uno stato di \u201cquasi perenne\u201d attesa dell\u2019esito della propria diagnosi seguito dalla speranza di una fattiva efficacia delle cure sulla propria malattia. Efficacia che, in caso di verificazione, porta il malato ad archiviare completamente la sua esperienza di sofferenza, tanto interiore quanto esteriore, come un qualcosa di ultroneo da s\u00e9 mentre, in caso negativo, lo porta all\u2019immediata considerazione dell\u2019idea della morte seguita da quella di aver vissuto una vita priva di senso. Per superare questo stato di prostrazione psico \u2013 fisica, l\u2019unica soluzione per Don Aramini \u00e8 che il paziente si aggrappi alla fede, recuperando cos\u00ec il \u201csignificato del tempo\u201d. Con tale espressione il citato relatore intende di preciso indicare che per il malato ogni giorno deve avere una pienezza di significato. Il paziente deve cio\u00e8 mantenere sempre \u2013 anche durante lo stato di malattia \u2013 la propria identit\u00e0. E tale identit\u00e0 pu\u00f2 essere mantenuta solo attraverso la preghiera. E quindi solo mediante un rapporto intimo con il Signore, che \u201ccostringe\u201d il malato ad una necessaria indagine introspettiva. Un\u2019indagine che (appunto grazie alla fede) non pu\u00f2 che portarlo ad una positiva conclusione circa un bilancio della propria esistenza. Un\u2019esistenza che, pur quanto da malato, risulta pur sempre degna di essere vissuta.<br \/>\nL\u2019incontro si \u00e8 quindi avviato a conclusione tra le numerose domande rivolte da parte del pubblico a Don Aramini ed il conseguente felice successo della serata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Relazione a cura del dr.\u00a0 Luca Malfanti Colombo Il giorno 22 aprile u.s., presso il noto ristorante \u201cIdea Verde\u201d di Olgiate Olona, \u00e8 stato organizzato dalla Sezione Bustese dell\u2019Associazione UCID un incontro dal seguente oggetto: \u201cLa centralit\u00e0 dell\u2019uomo nelle strutture ospedaliere \u2013 perci\u00f2 non solo bilanci \u2013 curare e farsi curare\u201d. 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